
La prossima America’s Cup, in programma nel 2027, si correrà nel Golfo di Napoli. Una scelta che ha riportato il trofeo più antico dello sport in Europa, ma che ha aperto anche una frattura evidente: per la prima volta nella storia recente, potrebbe mancare proprio un team statunitense. Una contraddizione che solleva una domanda inevitabile: che Coppa America è senza l’America?
Perché la Coppa America si disputa a Napoli
Per capire cosa sta accadendo bisogna partire da una regola fondamentale. Nell’America’s Cup non esiste una federazione che decide sede e format. Il controllo è nelle mani del defender, cioè del team che detiene il trofeo.
Dopo la vittoria del 2024, è stato il team neozelandese a scegliere dove difendere la Coppa. La decisione è caduta su Napoli, dopo un accordo con il governo italiano e la valutazione del campo di regata e delle infrastrutture disponibili.
Non è una novità assoluta: nella maggior parte delle edizioni la Coppa si disputa nelle acque del defender. In questo caso però la scelta ha avuto un peso particolare, perché ha spostato l’evento fuori dalla Nuova Zelanda e ha anticipato alcune decisioni rispetto alla definizione completa delle regole.
Perché gli americani non partecipano
Il punto più delicato riguarda proprio l’assenza del team statunitense. Il consorzio American Magic, legato al New York Yacht Club, ha annunciato di non voler partecipare all’edizione di Napoli.
La decisione nasce da una serie di criticità che il team ha individuato nel nuovo corso della Coppa. In particolare, gli americani contestano il protocollo dell’evento e il modello organizzativo introdotto, che prevede una gestione condivisa tra i team anche sul piano commerciale.
Non si tratta solo di una questione tecnica, ma di una presa di posizione su come sta cambiando la Coppa: meno centrata sul duello tra yacht club e più strutturata come evento globale, con regole e governance condivise.
A questo si aggiungono perplessità sulla scelta della sede e sulla tempistica delle decisioni, considerate da alcuni poco trasparenti rispetto alla tradizione della competizione.
Se la rinuncia venisse confermata, si tratterebbe di un fatto senza precedenti moderni. La Coppa America nasce negli Stati Uniti e per oltre un secolo è stata dominata proprio dal New York Yacht Club.
L’eventuale assenza americana nel 2027 segnerebbe una rottura simbolica: una competizione che porta nel nome la sua origine ma che, almeno per un’edizione, non vedrebbe rappresentato il Paese da cui tutto è iniziato.
L’edizione di Napoli si inserisce in una fase di trasformazione più ampia. Il nuovo protocollo introduce limiti di budget, regole sulla nazionalità degli equipaggi e una gestione più strutturata dei diritti commerciali.
Sono cambiamenti pensati per dare continuità e stabilità a un evento che storicamente è stato molto variabile, ma che allo stesso tempo stanno modificando equilibri consolidati.
L’assenza degli americani non è quindi solo una rinuncia sportiva. È il segnale di una tensione tra tradizione e nuova direzione.
Per l’Italia, e per Napoli in particolare, la Coppa rappresenta un’occasione importante. Il campo di regata nel Golfo offre condizioni tecniche interessanti e una visibilità internazionale significativa.
La riuscita dell’evento dipenderà anche dalla capacità di mantenere un livello competitivo adeguato. L’incertezza sul numero e sulla qualità dei team partecipanti resta uno dei punti aperti.
La Coppa America, nella sua storia, ha sempre attraversato fasi di cambiamento. Quella del 2027 sembra essere una di queste. Con una differenza: per la prima volta, la trasformazione passa anche dall’assenza di chi quella Coppa l’ha creata.
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