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venerdì 27 novembre 2020

Il Challenge di Coppa America getta la spugna e si ritira

L’australiano Hamilton Island Yacht Club, rinuncia alla sua posizione di challenge

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Hamilton Island (Australia) – Se qualcuno sperava che la 35esima Coppa America sarebbe stata l’edizione del ritorno alla sportività, aveva fatto male i conti, anche questa edizione si annuncia come un lungo ed estenuante braccio di ferro tra Oracle e i suoi avversari.

In una trattativa, la cosa peggiore che può succedere è che uno dei due convenuti si alzi dal tavolo e dichiari di non intendere andare più avanti perché non crede che ci sia possibilità di accordo. Questo è il fallimento della trattativa ed è proprio quello che è accaduto in Coppa America: è di ieri l’annuncio dell’Hamilton Island Yacht Club, Challenger of Record della prossima Coppa, di voler rinunciare a tale ruolo e ritirarsi.

Il Challenger of Record in Coppa America è la posizione più importante dopo quella del Defender. E’ il Challenger of Record che rappresenta tutti gli sfidanti e che in nome loro tratta con il Defender per stabilire le regole della competizione.

Sandy Oatley, noto velista e magnate del vino in Australia, in qualità di Commodoro dell’Hamilton Island Yacht Club ha dichiarato: “Quando siamo entrati nella Coppa era nostra intenzione provare a cambiare molte cose. La nostra posizione di Challenge of Record ci dava la possibilità di farlo attraverso la stesura del protocollo che avrebbe regolato la 35esima Coppa America. Volevamo rendere la partecipazione alla Coppa più accessibile e più sostenibile, ma non ci siamo riusciti.”

A chiarire ancor meglio il perché gli Australiani di Oatley si chiamano fuori, è il padre di Sandy, Bob Oatley: “Il Challenge of Record era iniziato con dei negoziati per creare un format per la prossima edizione della Coppa che fosse realizzabile per un numero maggiore di Challenge e che, soprattutto, riportasse al centro dell’azione i team con i loro uomini. Ora riteniamo che i costi che un team dovrà affrontare per partecipare siano ben oltre quelli che avevamo stimato inizialmente e pensiamo che quella cifra sia destinata a salire. Siamo molto delusi e contrariati che nella prossima Coppa America non ci saranno i giovani australiani che avremmo voluto con noi in questa avventura.”