
Si chiamava Anna Chiti la ragazza di 17 anni che ieri pomeriggio è morta cadendo da un Calita, il più piccolo dei catamarani commerciali oggi presenti sul mercato, l’unico a essere omologato come natante. La ragazza, studentessa dell’Istituto nautico Sebastiano Venier di Venezia, era al suo primo giorno di lavoro sulla barca. Non è chiaro se fosse a bordo come membro dell’equipaggio o come interprete per gli ospiti stranieri presenti.
Caduta in mare
Sembra che nel momento in cui la barca sia arrivata nel marina di Sant’Elena, sull’omonima isola di Venezia, nella zona imperversasse un vento particolarmente forte e che questo abbia reso difficile la manovra dell’imbarcazione.
Non senza difficoltà, il comandante è riuscito a portare il Calita - imbarcazione appartenente a una società di charter della zona — in banchina.
Nel momento in cui Anna stava per saltare a terra, una raffica di vento ha spostato improvvisamente la barca, costringendo lo skipper a dare un colpo di elica per mantenerla in posizione.
Il movimento ha fatto cadere la ragazza in acqua. Qui, secondo le prime ricostruzioni, non è ancora chiaro se una cima si sia aggrovigliata ad Anna prima o dopo la caduta. Fatto sta che la cima è finita nell’elica, trascinandola con sé.
Lo skipper, accortosi della caduta, si è tuffato immediatamente in acqua per cercare di aiutarla a risalire, ma Anna era bloccata dalla cima, che le impediva di tornare in superficie.
I vigili del fuoco
Nel frattempo, alcune persone in banchina che hanno assistito alla scena hanno chiamato il 112. L’intervento dei vigili del fuoco, con due motopompe e un elicottero con a bordo i sommozzatori, è stato velocissimo: in otto minuti dalla chiamata, gli uomini erano già sul posto e un sommozzatore si è immerso immediatamente.
In meno di un minuto, con un coltello affilato, è riuscito a liberare la ragazza e a riportarla in superficie.
Anna perdeva sangue dalla testa e le sue condizioni sono apparse subito disperate. I sanitari, intervenuti insieme ai vigili del fuoco, hanno cercato in tutti i modi di rianimarla.
Per un momento il suo cuore ha ripreso a battere, riaccendendo una flebile speranza. Ma è durata poco: quasi subito il battito si è fermato di nuovo, e lì è stato chiaro a tutti che non c’era più nulla da fare.
Il charter
La barca, che pur essendo omologata come natante offre una notevole capienza grazie al suo disegno particolare, era stata noleggiata da un gruppo di 15 persone per festeggiare un compleanno.
Uno di loro, intervistato da un giornalista, ha dichiarato: "Era andato tutto meravigliosamente bene. Siamo rientrati e saremmo dovuti sbarcare da lì a poco. Nessuno di noi si è accorto di nulla."
Molti passeggeri, provenienti da diversi Paesi, si sono accorti che qualcosa non andava solo quando hanno visto lo skipper correre e poi gettarsi in acqua.
Le indagini
La Procura, come avviene sempre in questi casi, ha aperto un’indagine, messo sotto sequestro il catamarano e interrogato tutti i presenti. Bisognerà accertare con esattezza cosa sia accaduto, anche se tutto lascia pensare a una drammatica fatalità.
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