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domenica 1 febbraio 2026
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Il Boot di Düsseldorf e la crisi della vela tedesca: oltre la narrazione ufficiale

Il Boot di Düsseldorf viene raccontato come un salone in ripresa, ma la vela tedesca continua a soffrire tra padiglioni ridotti, poche barche e cantieri in difficoltà.

L'ingresso Nord del Boot, il maggiore salone nautico tedesco
L'ingresso Nord del Boot, il maggiore salone nautico tedesco
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Il direttore di una delle più prestigiose riviste di vela tedesche ha pubblicato un editoriale online in cui descrive un Boot, il più grande salone nautico tedesco, in ripresa. Parla di attese in coda di oltre un’ora per visitare le barche e si appella ai dati statistici della Confindustria tedesca per avvalorare la sua tesi.

La realtà, però, è ben diversa. La nautica a vela tedesca non si sta riprendendo e il Boot, nonostante gli editoriali entusiastici di questo direttore, sta lentamente morendo, almeno per quanto riguarda la componente vela.

I tre padiglioni che tradizionalmente ospitavano centinaia di barche a vela, piccole e grandi, oggi sono diventati uno e mezzo. Le barche esposte si contano a decine: tre o quattro decine in tutto, poco più di quanto si possa trovare in un salone nautico locale. A farla da padrone sono ormai le tavole da surf e tutti i loro derivati.

È vero, quest’anno sono tornati il gruppo Hanse e il gruppo Bavaria. Ma resta da capire se il loro rientro sia legato a una reale fiducia in una rinascita del salone – ipotesi difficile da sostenere – oppure a forti pressioni e facilitazioni offerte dalla Confindustria nautica.

Il collega direttore parla di code domenicali, lunghissime code che, nei fatti, risultano poco riscontrabili. Le code ci sono state, ma brevi e limitate alla domenica, il giorno che in qualunque salone nautico è tradizionalmente quello dei curiosi, il meno significativo dell’intera settimana.

No, la vela tedesca non si sta riprendendo, anche perché oggi non dispone degli strumenti necessari per farlo. Il principale gruppo nazionale, Hanse, attraversa una fase complessa. Venduto di recente a un giovane imprenditore che potrebbe in futuro imprimere una svolta positiva, al momento resta in attesa che la nuova proprietà riesca a tracciare una rotta credibile.

Bavaria, dal canto suo, è da anni sulla difensiva e non sembra avere la forza per invertire la rotta. L’ultimo modello realmente nuovo, il Bavaria C46, è stato presentato nel 2022: oltre tre anni fa, un’era geologica per un cantiere che voglia mantenere un ruolo centrale nel mercato.

Al di fuori di questi due gruppi, il panorama è sostanzialmente vuoto. Mancano nuovi cantieri, mancano nuove idee, manca una filiera capace di alimentare una vera ripartenza.

No, la vela tedesca non sta ripartendo, nonostante quello che possa raccontare il mio collega direttore.

© Riproduzione riservata

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