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lunedì 16 febbraio 2026
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Da Marina d’Aregai a Olbia: può un novizio fare lo skipper in aprile?

Traversata di 250 miglia da Marina d’Aregai a Olbia: meteo, maestrale, turni e autonomia. Cosa valutare prima di partire come skipper.

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Rubrica: l'e-mail al direttore

Gentile Direttore, approfitto della sua rubrica per chiederle un parere. Può un velista con tre stagioni di esperienza su barche charter in Grecia assumere il ruolo di skipper per una navigazione da Marina d’Aregai a Olbia nel mese di aprile, con un equipaggio composto da persone non esperte?

G.Belpietro

La tratta misura circa 250 miglia. Per poco più di 100 miglia si naviga esposti al maestrale; per il resto, a eccezione del tratto davanti alle Bocche, la rotta rimane in buona parte ridossata prima dalla Corsica e poi dalla Sardegna. Il maestrale è il vento dominante dell’area e rappresenta l’elemento principale da considerare nella pianificazione.

Non emergono criticità particolari se si applica un principio semplice: minore è l’esperienza, maggiore deve essere la prudenza. La partenza dovrebbe avvenire solo in presenza di un bollettino meteo favorevole e con la certezza che l’imbarcazione sia in buone condizioni per affrontare una navigazione di più giorni.

È fondamentale preparare l’equipaggio prima di mollare gli ormeggi. Tutti devono sapere dove si trovano i giubbotti salvagente, come spegnere un motore, disinserire il pilota automatico e utilizzare il VHF o un eventuale telefono satellitare presente a bordo.

Aprile è generalmente un mese adatto alla navigazione nel Tirreno settentrionale. Le configurazioni meteorologiche tendono a essere definite e le previsioni risultano affidabili. Inoltre, le ore di luce superano quelle notturne, un fattore che può agevolare la gestione della rotta e dei turni.

Se nessun membro dell’equipaggio è in grado di sostenere un turno di guardia, può essere prudente prevedere una sosta in un porto corso, come Macinaggio o Bastia. In caso di maestrale, la rada di Macinaggio offre un buon ridosso per alcune ore di riposo.

Qualora almeno una persona a bordo sia in grado di affiancare lo skipper nei turni e si scelga di effettuare la traversata senza scali, è necessario stabilire regole chiare. Chi è di turno deve riposare adeguatamente e non può prolungare la permanenza in pozzetto nelle ore precedenti alla guardia.

La gestione della fatica incide in modo diretto sulla sicurezza, soprattutto nelle ore notturne e nei tratti più esposti al vento.

Prima della partenza è opportuno verificare che il serbatoio del gasolio sia pieno e che a bordo vi sia acqua potabile sufficiente per almeno tre giorni di navigazione. Per coprire 250 miglia con una barca di medie dimensioni, navigando prevalentemente a vela, si possono impiegare tra le 35 e le 45 ore.

È prudente prevedere una riserva d’acqua per almeno un giorno supplementare, in caso di rallentamenti dovuti al meteo o a necessità tecniche.

Una traversata di questo tipo rappresenta un passaggio formativo per chi desidera crescere come skipper. È sufficientemente lunga da comportare diverse ore senza terra all’orizzonte, ma non così estesa da diventare eccessivamente impegnativa, se pianificata con attenzione.

Maurizio Anzillotti

© Riproduzione riservata

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