
Le onde dell’Atlantico torneranno ad essere sfidate dai Mini 6.50 nel 2027. Tra le barche che parteciperanno alla Mini Transat 2027 ci sarà il nuovo Proto disegnato da Sam Manuard, che si presenta all’appuntamento con un progetto che segna un’ulteriore evoluzione tecnica nella classe prototipi. Il nuovo Mini 6.50 Proto in costruzione per la campagna 2027 riflette la continua ricerca di equilibrio tra performance e gestione in solitario, su barche che misurano appena 6,50 metri di lunghezza ma devono affrontare migliaia di miglia di oceano aperto.

Il progettista e la filosofia del progetto
Sam Manuard porta con sé un’esperienza consolidata sia come progettista sia come velista. Cresciuto tra costruzioni amatoriali e competizioni, ha sviluppato negli anni progetti per diverse classi d’altura, dai Mini 6.50 agli IMOCA 60, integrando soluzioni tecniche affinate in regate oceaniche e prove costiere ad alta intensità.
Nel contesto della classe Mini 6.50, i prototipi rappresentano vere e proprie piattaforme di sperimentazione in mare. Scafi, appendici e allestimenti possono variare in modo significativo, restando entro i limiti di una regola di classe pensata per favorire l’innovazione. Negli ultimi anni la classe ha visto l’introduzione di derive basculanti, foil e configurazioni di appendici progettate per ridurre la resistenza e aumentare le velocità medie.

Costruzione e soluzioni tecniche
Il prototipo, attualmente in fase di costruzione in Francia per la campagna del 2027, nasce dalla collaborazione tra Manuard e il cantiere JPS Production, specializzato nella realizzazione di imbarcazioni da regata in materiali compositi. La barca, il cui varo è previsto nella primavera del 2026, rientra nella categoria “Proto” della Mini Transat, dove la libertà progettuale consente soluzioni tecniche più aperte rispetto ai modelli di serie.
La scelta di un progetto completamente foiling nasce dalla necessità di sostenere velocità elevate su lunghi tratti di oceano aperto, soprattutto nelle condizioni di vento medio-forte tipiche delle rotte atlantiche. Barche dotate di foil e timoni a T possono ridurre in modo sensibile la superficie bagnata dello scafo, migliorando l’efficienza idrodinamica, ma richiedono un controllo accurato e una gestione attenta dei carichi strutturali.
Verso la Mini Transat 2027
Al di là degli aspetti puramente tecnici, il nuovo Mini 6.50 Proto nasce all’interno di un contesto competitivo e umano complesso. Per molti skipper impegnati nella Mini Transat, questi progetti rappresentano un banco di prova personale oltre che sportivo, un percorso che permette di affinare competenze di navigazione in solitario e di gestione della barca su lunghe distanze.
La Mini Transat, regata transatlantica biennale senza assistenza esterna, mette alla prova non solo le barche ma anche la capacità dei singoli marinai di pianificare la rotta, gestire le vele e affrontare la fatica su oltre milleseicento miglia tra la Francia e i Caraibi. I prototipi, pur rappresentando una minoranza della flotta, spesso anticipano soluzioni tecniche che trovano applicazione anche in classi più grandi.
Con il nuovo Mini 6.50 Proto disegnato da Sam Manuard, la stagione 2027 si avvicina in un contesto in cui tecnologia, affidabilità e autonomia di bordo si intrecciano. Il varo previsto per il prossimo anno aprirà una fase di test e messa a punto, passaggio necessario prima di affrontare una delle regate più impegnative della vela d’altura in solitario.
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