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sabato 7 febbraio 2026
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Morte di Adrienne Vaughan, arrestato lo skipper: Elio Persico in carcere per omicidio colposo nautico

Adrienne Vaughan morta in mare a Furore: arrestato Elio Persico, lo skipper condannato per omicidio colposo nautico. Il punto sulla vicenda giudiziaria.

Elio Persico, skipper del gozzo noleggiato da Adrienne Vaughan e la sua famiglia. Il gozzo si è schiantato contro una grande barca a vela, la donna è caduta ed è stata uccisa dall'elica
Elio Persico, skipper del gozzo noleggiato da Adrienne Vaughan e la sua famiglia. Il gozzo si è schiantato contro una grande barca a vela, la donna è caduta ed è stata uccisa dall'elica
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È stato arrestato nei giorni scorsi Elio Persico, lo skipper condannato per la morte di Adrienne Vaughan, avvenuta nell’agosto del 2023 durante una navigazione lungo la Costiera Amalfitana. L’uomo è stato portato in carcere per scontare la pena di quattro anni e nove mesi inflitta in via definitiva per omicidio colposo nautico, chiudendo così il primo capitolo giudiziario di una vicenda che aveva profondamente colpito anche il mondo della nautica da diporto.

La tragedia in mare al Fiordo di Furore

La tragedia si consumò al largo del Fiordo di Furore, in uno dei tratti di mare più frequentati della costa campana. Adrienne Vaughan, 45enne dirigente del gruppo editoriale Bloomsbury Publishing USA, si trovava in vacanza con il marito e i due figli e aveva noleggiato un gozzo per una breve escursione costiera.

Durante la navigazione l’imbarcazione entrò in collisione con un veliero di circa 40 metri che stava ospitando una festa a bordo. L’impatto fu improvviso e violento. Vaughan, che si trovava a prua, venne sbalzata in mare tra il gozzo e il veliero e colpita dall’elica del gozzo, riportando ferite mortali. Il marito rimase ferito, mentre i figli furono soccorsi senza conseguenze fisiche.

Il gozzo dopo la collisione con il 40 metri a vela dove ha trovato la morte Adrienne Vaughan
Il gozzo dopo la collisione con il 40 metri a vela dove ha trovato la morte Adrienne Vaughan

Le indagini, la condanna e gli sviluppi successivi

Le indagini portarono rapidamente a concentrare l’attenzione sulla condotta dello skipper. Gli accertamenti tecnici e tossicologici stabilirono che Persico stava conducendo l’unità in stato di alterazione psicofisica, con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti e la presenza di sostanze stupefacenti nel suo organismo. Elementi che, secondo la ricostruzione giudiziaria, ebbero un ruolo determinante nella gestione dell’imbarcazione e nella collisione.

Il procedimento penale si è concluso con un patteggiamento e con una condanna che ha fissato le responsabilità personali dello skipper. L’arresto avvenuto ora segna l’inizio dell’esecuzione della pena e rappresenta un passaggio formale ma significativo, perché rende definitiva sul piano pratico una sentenza che riguarda direttamente la sicurezza della navigazione da diporto.

La vicenda giudiziaria, tuttavia, non si esaurisce con l’ingresso in carcere di Persico. Nel corso delle indagini sono emersi ulteriori profili che hanno spinto la Procura ad approfondire il ruolo della società di noleggio dell’imbarcazione. Secondo gli inquirenti, nelle ore successive all’incidente ci sarebbero stati tentativi di modificare lo stato del gozzo, con il recupero di componenti denunciati come parte dell’imbarcazione ma che, secondo l’accusa, non erano presenti a bordo al momento dell’impatto. Un filone separato che mira a chiarire eventuali responsabilità legate alla gestione e alla messa a disposizione del mezzo da parte dei proprietari della società di noleggio.

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