La barca che imbarca acqua velocemente e due velisti costretti a rifugiarsi sull'autogonfiabile. Che, in balia delle onde, si capovolge anch'esso. Fortuna vuole che la nave più vicina si trova a solo venti miglia
dalla Redazione
venerdì 13 maggio 2011
I fratelli Guido (sinistra) e Riccardo (destra) Sassoli
Oceano Atlantico – Una brutta storia con un lieto fine, quella captiata a Guido e Riccardo Sassoli, due diportisti bolognesi naufragati con il catamarano Stella Cometa in pieno Oceano Atlantico e tratti in salvo poche ore dopo dal mercantile panamense Daio Azalea. L'incidente è avvenuto martedì scorso. I due diportisti erano salpati il primo maggio da New York e si trovavano a circa ottocento miglia dalla costa statunitense, diretti alle isole Azzorre. Di fronte a venti contrari molto forti e onde violente è cominciata la loro Odissea. Sembra infatti che un frangente abbia rotto uno degli oblò in coperta; la barca ha cominciato a imbarcare acqua velocemente (in seguito è affondata e quindi non si è potuto accertare se c'era anche una falla nello scafo) e per i due velisti c'è stato solo il tempo di lanciare la richiesta di soccorso alla capitaneria di porto italiana e calarsi in mare con l'autogonfiabile. Le onde hanno tuttavia fatto capovolgere anche la zattera, a cui i velisti si sono soltanto potuti aggrappare con il corpo in mare per circa tre ore. L'efficenza dei soccorrittori e molta fortuna ha infatti fatto arrivare l'allarme al mecantile Daio Azalea, che si trovava ad appena venti miglia dal luogo del naufragio, ed ha potuto prestare soccorso ai due velisti in breve tempo. I due fratelli emiliani sono in buone condizioni e saranno sbarcati a Gibilterra. La loro traversata si sarebbe dovuta concludere a Formentera, nelle isole Baleari, dove l'armatrice del catamarano Stella Cometa teneva la barca.
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