
In queste ore intorno al portiere del Catanzaro Calcio, Mirko Pigliacelli, aleggia una domanda. Come faceva il calciatore ad essere a Palermo per fare l’esame della patente nautica, come emerge dal verbale compilato dall’esaminatore e, nelle stesse ore, essere in Trentino Alto Adige con la squadra per il ritiro precampionato?
Negli ultimi giorni una vicenda giudiziaria legata al rilascio delle patenti nautiche a Palermo ha riportato sotto i riflettori un tema delicato per il settore della navigazione da diporto: la regolarità degli esami e il controllo sulle procedure. Tra i nomi citati nell’inchiesta, tra molti, compare anche quello di Pigliacelli, la cui posizione è ora al vaglio della Procura.
Che cosa contestano gli inquirenti
L’indagine si inserisce in un fascicolo più ampio che riguarda presunte irregolarità nella Motorizzazione del capoluogo siciliano. Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di un sistema illecito legato al rilascio di abilitazioni nautiche, con patenti che sarebbero state rilasciate senza la presenza dei candidati o con procedure non conformi. Nel corso delle verifiche sono state sequestrate diverse abilitazioni e risultano numerosi indagati, tra funzionari e intermediari.
Nel caso specifico del portiere, la Procura contesta l’ipotesi di falso legata alla documentazione che certificava il superamento della prova pratica. Secondo gli investigatori, non emergerebbero pagamenti di denaro, ma la possibilità di un trattamento di favore, circostanza che dovrà essere chiarita nel prosieguo delle indagini.
Un’inchiesta più ampia sulla Motorizzazione
La vicenda si colloca all’interno di un’inchiesta che ipotizza un presunto sistema corruttivo negli uffici pubblici coinvolti, con decine di posizioni sotto esame e richieste di misure cautelari per alcuni funzionari. Le verifiche hanno portato anche all’analisi di intercettazioni e documentazione amministrativa per ricostruire il funzionamento delle procedure di rilascio delle patenti nautiche.
Attraverso il proprio legale, Pigliacelli ha dichiarato di considerarsi parte lesa e di aver sostenuto regolarmente gli esami prima del ritiro precampionato, manifestando disponibilità a collaborare con i magistrati per chiarire la propria posizione.
© Riproduzione riservata




















