
La nomina di Marzio Perrelli come CEO dell’America’s Cup Partnership segna un passaggio importante nella gestione dell’evento, perché riguarda soprattutto il modello organizzativo e la sostenibilità economica della competizione. Perrelli, 57 anni, arriva dal mondo finanziario e negli ultimi anni è stato alla guida di Sky Sport Italia, con un profilo legato alla gestione dei diritti e alla costruzione di strategie per grandi eventi sportivi.
Chi è Marzio Perrelli e perché è stato scelto
Perrelli non è un dirigente “di vela” in senso stretto. Il suo percorso professionale si è sviluppato nella finanza internazionale e successivamente nei media sportivi. È un profilo coerente con una fase in cui l’America’s Cup sta cercando di rafforzare la propria struttura permanente, la gestione dei diritti e la continuità tra un’edizione e l’altra, aspetti che richiedono competenze manageriali e commerciali oltre a quelle sportive.
Cosa cambia per i team con l’America’s Cup Partnership
L’America’s Cup Partnership nasce come struttura condivisa tra defender e principali sfidanti per dare maggiore continuità al ciclo della Coppa. Per i team il punto centrale è la prevedibilità: regole tecniche, formato, tempi e gestione commerciale incidono direttamente su investimenti, progettazione e pianificazione. Una governance più stabile riduce l’incertezza legata ai cambi di impostazione tra un’edizione e la successiva, rendendo più lineare la programmazione e più chiaro il quadro per sponsor e partner.
Cosa significa per Luna Rossa
Per Luna Rossa il tema è duplice: da un lato la possibilità di lavorare dentro un sistema più prevedibile, con benefici sulla pianificazione tecnica e industriale; dall’altro il peso che l’edizione prevista in Italia nel 2027 avrà sul piano dell’attenzione pubblica e degli investimenti. In un contesto di governance più strutturata, il team italiano può contare su tempi e riferimenti più chiari per programmare campagne sportive e sviluppo, riducendo l’impatto di cambiamenti di rotta organizzativi che in passato hanno condizionato il percorso dei challengers.
La nomina di Perrelli va letta quindi come parte della trasformazione in corso: l’America’s Cup prova a costruire un assetto più continuo e meno dipendente dalla singola edizione, con l’obiettivo di rendere più solido il sistema che sostiene la competizione e, di riflesso, il lavoro dei team.
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