
Il primo giorno della settimana scorsa il porticciolo di Santo Spirito, all’estremità settentrionale della costa barese, è divenuto teatro di un’insolita scena lungo la banchina: una grande quantità di pesce azzurro senza vita, soprattutto acciughe e sarde, giaceva sull’acqua bassa e sulle banchine frontali al mercato del pesce. Le immagini diffuse sui social hanno rapidamente attirato l’attenzione di residenti, turisti e operatori del mare, dando il via a domande e ipotesi sulle ragioni di un fenomeno tanto particolare quanto difficile da interpretare a prima vista.
C’è chi ha pensato a una possibile malattia del pesce e chi è arrivato a ipotizzare scenari ben più fantasiosi, come la sperimentazione di armi chimiche davanti alle coste pugliesi. A fare chiarezza sono stati però i pescatori locali, che hanno ricondotto l’accaduto a dinamiche ben note a chi lavora quotidianamente in mare.
Secondo quanto riferito da uno dei pescatori protagonisti della vicenda, nelle ore precedenti l’arrivo del pesce sulle banchine una forte mareggiata accompagnata da vento di scirocco aveva reso le condizioni marine particolarmente difficili. In quel contesto era stato intercettato un banco molto consistente di pesce azzurro. Il quantitativo pescato, tuttavia, avrebbe superato la capacità di carico sicura dell’imbarcazione, esponendo equipaggio e mezzo a rischi concreti nel proseguire la navigazione.
Una volta rientrati nel porticciolo, il comandante del peschereccio si è trovato costretto a prendere una decisione immediata. Per alleggerire l’imbarcazione, che rischiava di capovolgersi a causa delle onde formatesi all’interno del porto, ha aperto parzialmente le reti, scaricando parte del pescato. L’effetto è stato quello di riversare sardi, sardine e altro pesce azzurro nelle acque basse e sulle spiagge che si affacciano sul porticciolo.
Scene simili, raccontano gli abitanti di Santo Spirito, non sono del tutto nuove. In particolari condizioni meteo, all’interno del porticciolo si formano onde che possono mettere seriamente in difficoltà le barche troppo cariche. In situazioni di emergenza l’unica scelta possibile per i comandanti è alleggerire rapidamente il carico, una pratica che richiama quanto avviene anche nella navigazione commerciale, quando le grandi portacontainer sono costrette a perdere parte del carico per ristabilire la stabilità durante le burrasche più violente.
A beneficiare immediatamente della scelta del comandante sono stati soprattutto gabbiani e altri uccelli marini, che hanno trovato una fonte di cibo abbondante e facilmente accessibile. Una presenza che ha completato un quadro insolito, ma legato a dinamiche operative e meteorologiche ben note a chi vive e lavora lungo la costa.
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