
Il 66° Salone Nautico Internazionale di Genova ha chiuso il 6 ottobre con 138.273 visitatori, facendo registrare una crescita dell’11,3% rispetto all’edizione precedente. Un risultato importante per la manifestazione organizzata da Confindustria Nautica, che quest’anno ha riunito oltre 1.000 imbarcazioni, espositori provenienti da 45 Paesi e 215 novità presentate durante i sei giorni di apertura.
Tra gli altri numeri comunicati a conclusione della manifestazione figurano oltre 4.600 prove in mare, 1.287 giornalisti accreditati e 580 incontri B2B con buyer internazionali provenienti da 35 Paesi. Numeri che confermano il peso del Salone di Genova nel panorama internazionale della nautica da diporto.
Più visitatori, ma cambia la composizione dell’offerta
Il numero complessivo delle barche esposte, tuttavia, racconta soltanto una parte di quello che sta accadendo sul mercato. Passeggiando tra le banchine del Waterfront si nota infatti un fenomeno ormai evidente da diversi anni: le dimensioni medie delle imbarcazioni esposte continuano a crescere, mentre si riduce progressivamente l’offerta nelle fasce più piccole.
Il fenomeno è particolarmente evidente nel settore della vela. Rispetto ai Saloni di quindici o vent’anni fa, quando l’offerta comprendeva numerosi modelli di dimensioni contenute e relativamente accessibili, oggi una parte consistente delle novità si concentra su barche di taglia medio-grande.
La stessa tendenza riguarda, seppure con caratteristiche differenti, il settore dei multiscafi e quello delle barche a motore, dove l’aumento delle dimensioni consente ai cantieri di concentrarsi su prodotti con prezzi e marginalità maggiori.
Il Salone cresce mentre il mercato si sposta verso l’alto
Il successo di pubblico del Salone di Genova non deve quindi essere necessariamente interpretato come la fotografia di un mercato uniformemente in crescita.
La nautica italiana mantiene una posizione molto forte soprattutto nei segmenti delle grandi imbarcazioni e dei superyacht, mentre la fascia delle barche medio-piccole continua a mostrare maggiori difficoltà. A incidere sono l’aumento dei prezzi delle imbarcazioni, i costi di gestione, dei posti barca e della manutenzione, fattori che negli ultimi anni hanno progressivamente alzato la soglia economica di ingresso alla nautica.
Genova chiude quindi un’edizione caratterizzata da una forte crescita dei visitatori rispetto allo scorso anno. Il confronto storico, tuttavia, offre una prospettiva diversa: nel 2007 il Salone registrò circa 327.000 presenze, più del doppio rispetto alle 138.273 di quest’anno.
Nel frattempo è cambiata profondamente anche la struttura del mercato. Le grandi imbarcazioni, soprattutto quelle a motore, continuano a sostenere vendite e fatturati, mentre la piccola nautica risente maggiormente della debole crescita economica, dell’aumento dei costi e di un quadro internazionale caratterizzato da una crescente incertezza economica e geopolitica.
In questo scenario il settore che sembra mostrare le maggiori difficoltà è quello della vela. Se nel 2007 al Salone erano presenti circa 200 modelli a vela, nell’edizione 2026 il numero si è ridotto a circa 60 imbarcazioni, delle quali quasi la metà catamarani.
Un ridimensionamento molto significativo, che va oltre il semplice confronto tra due edizioni e che rappresenta un segnale sul quale industria, associazioni di categoria e istituzioni dovrebbero interrogarsi. Perché se il mercato continua a spostarsi verso barche sempre più grandi e costose, il rischio è quello di ridurre progressivamente la base di accesso alla nautica e, in particolare, alla vela.
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