
Sull’acqua, oltre alle vele, c’è anche un’altra forma di tecnologia che prova a sfruttare il vento per produrre energia senza consumare combustibile fossile. In questi giorni è tornata all’attenzione una turbina eolica verticale pensata per imbarcazioni da crociera e da regata, un dispositivo che trasforma la forza del vento in elettricità e che si propone come alternativa o complemento ai tradizionali generatori di bordo, sia quelli a motore termico sia i sistemi a elica o gli idrogeneratori.
Cos’è la turbina eolica Grain Blanc
Il modello in questione, noto con il nome di Grain Blanc, è una turbina ad asse verticale progettata per essere installata su una barca a vela. A differenza delle grandi pale eoliche che talvolta si vedono montate sulle poppe delle barche, questa unità ha un corpo più compatto e non richiede un costante orientamento verso il vento. In condizioni di brezza variabile, la struttura continua a ruotare e a generare corrente elettrica, alimentando l’elettronica di bordo, le luci, i sistemi di comunicazione e gli strumenti di navigazione indipendentemente dalla direzione del vento.
Obiettivo: ridurre la dipendenza da motore e banchina
Il progetto nasce dall’idea di ridurre la dipendenza dalle prese in banchina o dai motori diesel per la ricarica delle batterie. In molti contesti di navigazione, soprattutto nelle crociere d’altura dove le soste in porto sono limitate, la possibilità di ottenere energia direttamente dal vento rappresenta un’opzione utile per mantenere una certa autonomia di esercizio.
La turbina entra in funzione con venti a partire da circa 4 nodi. Le dimensioni sono contenute: un’altezza di un metro, un diametro di 45 centimetri e un peso complessivo di 12 chilogrammi. Con un vento molto sostenuto, intorno ai 27 nodi, la produzione può arrivare a circa 240 watt. In termini pratici, questo significa che la turbina è in grado di contribuire al mantenimento della carica delle batterie, ma non può sostituire un generatore né un impianto fotovoltaico di dimensioni significative.
Dal punto di vista tecnico, l’adozione di un asse verticale elimina la necessità di orientare la turbina in base alla direzione del vento, una semplificazione che può risultare particolarmente utile in ambiente marino, dove le condizioni cambiano rapidamente. Rispetto alle soluzioni eoliche più tradizionali, questa configurazione è meno diffusa, ma offre un vantaggio pratico quando si tratta di installazione su spazi ridotti come i ponti o le strutture di poppa delle imbarcazioni.
La Grain Blanc nel panorama delle energie rinnovabili in barca
Nel mondo della nautica esistono diverse soluzioni per integrare fonti di energia rinnovabile a bordo: pannelli solari installati su bimini e tuga, idrogeneratori che sfruttano il movimento dell’acqua sotto lo scafo e turbine eoliche di varie tipologie. La Grain Blanc si inserisce in questo panorama come una delle tecnologie da valutare per chi naviga a vela e cerca di ridurre l’uso del carburante per la produzione di energia elettrica.
La discussione sull’efficacia reale di questi sistemi in mare aperto resta aperta. Fattori come l’intensità e la costanza del vento, l’assetto dell’imbarcazione e la configurazione complessiva dell’impianto elettrico incidono in modo significativo sul contributo reale che una turbina eolica può offrire alle esigenze di bordo. La scelta di integrare un sistema di questo tipo va quindi valutata caso per caso, all’interno di un progetto energetico complessivo.
In un momento in cui l’attenzione verso le energie rinnovabili cresce anche nel settore della nautica, soluzioni come la Grain Blanc offrono uno spunto di riflessione su come il vento, elemento tradizionalmente legato alla propulsione a vela, possa contribuire anche alla produzione di energia elettrica a bordo delle imbarcazioni.
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