
Barca a vela o barca a motore? Un confronto tra due modi opposti di vivere il mare, tra filosofia di navigazione, costi, sicurezza e soddisfazioni personali.
Molte persone che si avvicinano alla nautica si trovano davanti a questo dubbio: scegliere la vela oppure la navigazione a motore.
Spesso tutto nasce da una settimana passata sulla barca di amici. Ci si innamora di un modo di fare vacanza completamente nuovo, diverso da qualsiasi esperienza precedente. È una storia sentita centinaia di volte: l’esperienza con gli amici è molto spesso la vera porta d’ingresso nel mondo della nautica.
In genere, se quegli amici avevano una barca a motore, si finisce per diventare motoristi; se invece navigavano a vela, è facile che si diventi velisti. In realtà, però, la scelta dovrebbe andare oltre le abitudini degli amici, perché navigare su una barca a vela o su una barca a motore sono due esperienze profondamente diverse, anzi, diversissime.
La barca a motore: la routine trasportata sull’acqua
La barca a motore è, in molti casi, la proiezione dell’automobile sull’acqua. È adatta a chi non ha alcuna intenzione di rompere con la routine quotidiana, ma vuole semplicemente spostarla in un contesto diverso.
In città, al mattino, si esce di casa o dal garage, si accende l’auto e ci si immette nel traffico: accelera, frena, clacson, frena ancora, poi di nuovo accelera. Infine, la ricerca del parcheggio, l’incubo di ogni automobilista.
In barca a motore accade qualcosa di molto simile: al mattino si mette in moto e si parte, gas, leva gas, “che fa quello?”, e poi correre, correre sempre. Anche se nessuno ci aspetta, si è convinti che bisogna arrivare il prima possibile nella baia per non perdere il posto migliore.
Poi, verso le 16.30 o le 17.00, di nuovo di corsa: motore acceso e via, questa volta in senso opposto, per rientrare per primi in porto. Scene quasi cinematografiche, con centinaia di barche allineate che corrono tutte insieme. Vince chi arriva per primo, perché farà meno fatica a ormeggiare e non dovrà aspettare gli altri.
Snervante? Frustrante? Forse. Ma ognuno ha il suo modo di sfogarsi, e c’è anche chi lo fa stressandosi.
La barca a vela: il valore dell’andare piano
La barca a vela è l’esatto contrario. C’era una canzone molto famosa che celebrava l’“andamento lento”: in barca a vela non c’è bisogno di correre, anche perché la barca non lo fa. La barca a vela non corre, naviga.
Molte persone, una volta a bordo, riescono a staccare completamente la spina dallo stress. Il tempo diventa relativo, così come la velocità. Non esiste nulla che rilassi di più di una navigazione a vela.
Attenzione però: non tutti reagiscono allo stesso modo. C’è chi, in una situazione di lentezza, si innervosisce e non la sopporta. Non tutti possono andare in barca a vela. Per andarci bisogna, in un certo senso, sapersi amare e concedersi il piacere di veleggiare per il puro gusto di farlo, e non per arrivare.
Fattori concreti nella scelta tra motore e vela
Barca a motore
Una barca a motore, finché il mare è calmo e la situazione resta sotto controllo, può essere condotta da chiunque: si mette in moto, si dà gas e si gira il volante.
In genere, chi corre i maggiori rischi è chi si trova fuori dalla barca, in mare o sulle altre imbarcazioni, non chi è a bordo.
Per andare in barca a motore serve soprattutto poterselo permettere economicamente. A prescindere dalle dimensioni, una barca a motore ha costi di esercizio nettamente superiori a quelli di una barca a vela.
C’è anche chi sceglie il motore come status symbol. Non è raro vedere yacht potenti che navigano in dislocamento per contenere i consumi: una situazione più comune di quanto si pensi e spesso piuttosto triste, fatta di rollio, rumore, fumo e la sensazione che non si arrivi mai.
Barca a vela
La barca a vela è un po’ più complessa da condurre: qualcosa bisogna saperla, ma nulla di impossibile e tutto si può imparare con qualche buona lezione in una scuola di vela.
In cambio, però, offre soddisfazioni che una barca a motore non potrà mai dare. A vela, ogni nodo in più conquistato è frutto della testa, dell’istinto e dell’esperienza.
Il velista non ha scorciatoie: può scegliere una barca più o meno veloce, ma poi sarà lui a doverla sfruttare al meglio. Meriti e responsabilità ricadono solo su di lui.
La barca a vela regala momenti indimenticabili, come quando si issano le vele, il vento entra finalmente e si spegne il motore. Il passaggio dal rumore al silenzio assoluto è uno dei motivi per cui si diventa velisti.
Infine, la barca a vela è generalmente più sicura di una barca a motore. Quest’ultima, con mare formato, si difende soprattutto scappando. La barca a vela, invece, mantiene il suo equilibrio naturale e non teme né il vento né le onde.
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