
Timonare una barca a vela significa ridurre l’uso del timone, trovare l’equilibrio tra vele e carena e lavorare come equipaggio per migliorare prestazioni e controllo.
Ci sono due modi per timonare una barca: con le mani o con la testa. Nel primo caso si gira il timone nella direzione in cui si vuole andare, nel secondo si concepisce il timone come parte di un apparato complesso che si chiama barca a vela.
Il timone è un freno
La prima cosa da comprendere quando si mettono le mani su un timone è che questo è, a tutti gli effetti, un freno. Girare il timone da un lato o dall’altro significa aprire un grande flap che riduce in modo sensibile la velocità della barca.
La barca che vince in regata è quella che ha bisogno di usare il meno possibile il timone, così come quella che riesce a mantenere lo stesso pilota automatico per venti anni. Il miglior modo per usare il timone è fare in modo che non sia necessario usarlo.
L’equilibrio della barca
In teoria il timone dovrebbe servire solo a cambiare rotta. In pratica, nella maggior parte dei casi, lo si utilizza per contrastare la tendenza della barca a poggiar
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