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sabato 31 ottobre 2020

Coville, il record è lontanissimo

L'anticiclone di Sant'Elena non ha pietà per il velista francese, costretto a battere una rotta molto più lunga di Joyon. E il distacco in poche ore è salito a oltre ottocento miglia

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Oceano Atlantico – L'Atlantico meridionale non ha portato nessuna buona notizia a Thomas Coville e il suo trimarano Sodeb'o, impegnati nel tentativo di stabilire il nuovo primato sul giro del mondo in solitario. Il velista francese, dopo aver combattutto ad armi pari con il recordman Francis Joyon (57 giorni, 13 ore, 34 minuti il tempo da battere) fino alla linea dell'Equatore, nelle ultime ore ha perso molto terreno, facendo salire il proprio svantaggio sul tempo di riferimento a oltre ottocento miglia.
A frenare Coville sono state prima le calme equatoriali, insidiose come non mai quest'anno (Banque Populaire e gli Imoca della Barcelona World Race ne sanno qualcosa), ma soprattutto l'anticiclone di Sant'Elena, ben marcato in mezzo all'Atlantico, che non ha permesso allo skipper transalpino di tenere una rotta vicina a quella ortodromica. La grande differenza tra la prestazione di Joyon e quella di Coville sta proprio qui. Il recordman francese nel 2008 riuscì a tagliare l'Atlantico del sud in maniera esemplare, mentre Thomas è stato costretto a girare al largo dell'anticiclone, e presumibilmente il distacco su Joyon è destinato ad aumentare nelle prossime ore.
Pensare a una rimonta è difficile. Non impossibile. Fondamentali saranno i treni dei quaranta ruggenti da agganciare per tenersi a una distanza accettabile dal record di Joyon, che incontrò le difficoltà più grandi durante la risalita dell'Atlantico dopo aver doppiato Capo Horn. La partita è ancora lunga. Coville, purtroppo, per ora ha perso la prima mano.