
È giovane, è una velista esperta e ha deciso di confrontarsi con una delle regate più impegnative che esistano. Helga Marie Løvenskiold Kveseth, nome che lei stessa ha semplificato in Mara, ha trentaquattro anni, è norvegese e parteciperà alla prossima Golden Globe Race, il giro del mondo in solitaria e senza scalo che si corre su barche di concezione classica, senza l’ausilio dell’elettronica moderna.
La Golden Globe Race è una competizione che riporta la vela oceanica a una dimensione essenziale: barche robuste, strumenti limitati e mesi di navigazione senza assistenza. Un contesto che Mara conosce bene e che rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso costruito nel tempo, fatto di miglia accumulate e di vita vissuta in mare.

Le donne al via della Golden Globe Race
Mara non sarà l’unica donna al via della prossima edizione della Golden Globe Race. Con lei ci sarà anche Olivia Wyatt, statunitense, nata e cresciuta a Little Rock, in Arkansas, uno dei luoghi più lontani dal mare che si possano immaginare. Eppure oggi anche Olivia vive in barca e sta navigando, come Mara, per accumulare le miglia necessarie alla qualificazione.

A testimoniare quanto questa regata non conosca distinzioni di genere è anche il risultato dell’ultima edizione. A vincere è stata la sudafricana Kirsten Neuschäfer, che ha completato il giro del mondo in solitaria e senza scalo in 233 giorni, 20 ore, 43 minuti e 47 secondi, quasi otto mesi passati da sola a bordo di Minnehaha, un Cape George 36 a chiglia lunga, tipologia di barca molto diffusa nella Golden Globe Race.
Una regata di forte selezione
Anche per la prossima edizione l’interesse è alto. Sono 26 gli skipper che si sono iscritti alla Golden Globe Race da tutto il mondo, ma l’esperienza insegna che solo una parte riuscirà a qualificarsi e a schierarsi sulla linea di partenza. Nell’ultima edizione partirono in 16 e un numero simile è atteso anche questa volta.
Arrivare in fondo, però, è tutt’altro che scontato. Dei 16 skipper partiti nell’ultima Golden Globe Race, solo tre hanno completato l’intero percorso. Tutti gli altri si sono ritirati lungo la rotta, per danni alle barche o per l’impossibilità di proseguire. L’ultimo a tagliare il traguardo è stato Jeremy Bagshaw, dopo 277 giorni di navigazione continua.
Raccontare il giro del mondo
Sia Mara che Olivia hanno scelto di affiancare alla preparazione sportiva anche un racconto pubblico della loro avventura. Entrambe utilizzeranno i social per documentare il percorso verso la regata e la navigazione in solitario. Con approcci diversi: Mara è un’autodidatta della comunicazione, mentre Olivia è una filmmaker di professione.
L’obiettivo è mostrare la realtà della Golden Globe Race senza filtri, fatta di lunghe attese, manutenzione continua, decisioni prese in solitudine e giornate scandite dal mare. Un racconto che permetterà di seguire passo dopo passo due percorsi diversi, ma uniti dalla stessa sfida: completare il giro del mondo senza scalo e senza assistenza.
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