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Barche truccate alle AC World Series

Le barche di Oracle Team USA e Ben Ainslie Racing non rispettano le regole AC45 World Series

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San Francisco, USA – Oracle Team USA (OTUSA) e Ben Ainslie Racing (BAR) non rispettano le regole di stazza degli AC45 World Series e ora, mentre per loro il rischio è quello di precipitare nell’abisso della vergona sportiva, quel limbo dove una volta entrati è difficile riuscire, per la Coppa America il rischio è quello di colare a picco.

Mercoledì scorso, Sir Ben Ainslie, baronetto inglese e skipper dell’AC 45 JP Morgan, team satellite di Oracle, in una lettera alla giuria internazionale, dichiara di voler ritirare il team Ben Ainslie Racing dalla competizione delle America’s Cup World Series 2012-2013 che si è conclusa mesi fa. Un ritiro a posteriori.

Il giorno dopo Oracle Team USA segue la stessa strada e si ritira. Ritiro a posteriori.

Perché mai un team si dovrebbe ritirare da una competizione che ha portato a termine con buoni risultati mesi dopo la sua conclusione?

Il perché lo spiegano gli stessi protagonisti: il comitato di regata dopo aver rilevato delle irregolarità sui due AC 45 di Oracle Team USA e su quello di Ben Ainslie Racing ha aperto un’inchiesta.

E così Ben Ainslie per Ben Ainslie Racing e Richard Slater per Oracle Team USA scrivono ai giudici di regata dichiarando di essere all’oscuro di tali irregolarità e, nell’attesa di chiarire la vicenda, si ritirano.

Il tutto ha avuto inizio il 26 luglio scorso quando un addetto alla manutenzione delle barche, prendendo in mano un pezzo di una della barca di Ainslie, aveva notato che il componente era più pesante di quello che si sarebbe aspettato. Dopo una breve indagine aveva capito che il pezzo era stato riempito con pallini di piombo che ne alteravano il peso.

Più tardi si scoprirà che anche Oracle Team Usa 4 e Oracle Team Usa 5, i due AC45 di Oracle Team USA a cui fa capo Russel Coutts avevano dei pallini di piombo nello scafo che non ci sarebbero dovuti essere.

Denunciata la cosa alla giuria internazionale, era stata aperta un’inchiesta che di comune accordo tra i giudici di regata e i team coinvolti sarebbe dovuta rimanere riservata sino alla pubblicazione della sentenza. Quando, però, è stato chiaro che la giuria avrebbe dato torto ai team, probabilmente, questi, hanno preferito anticipare il comunicato della giuria per cercare di gestire in qualche modo la questione.

“Come skipper della barca non ho avuto alcuna conoscenza che la barca non era in stazza. – dichiara Ben Ainslie - Sono profondamente deluso da quanto accaduto e farò tutto il possibile per assistere le parti in eventuali ulteriori indagini”, in pratica, lui aveva il timone in mano, era il capo di tutto, ma non sapeva nulla.

Team Oracle Usa, segue la stessa linea difensiva. Le modifiche alla barca sono state apportate da persone interne al team senza che la dirigenza ne sapesse nulla.

Poi cercano di minimizzare l’accaduto dichiarando che non è successo nulla e che quei pallini di piombo non hanno dato alcun vantaggio alle barche, anzi, al limite, le hanno rallentate.

Non è dello stesso avviso la commissione che indaga sull’accaduto la quale scrive che la manomissione è avvenuta con il chiaro intento di rendere le barche più competitive.

Entrambi si dichiarano intenzionati a dare tutto il loro aiuto perché le indagini chiariscano la dinamica dei fatti.



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