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martedì 14 aprile 2026
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Botin Cup 41: il progetto IRC nato per il ritorno dell’Admiral’s Cup

La Botin Cup 41 nasce per le regate IRC e il ritorno dell’Admiral’s Cup. Progetto, caratteristiche e obiettivi di una barca pensata per competere.

La poppa larga e aperta evidenzia un cockpit pensato per equipaggi numerosi e manovre rapide, elemento chiave nelle regate offshore e tra le boe.
La poppa larga e aperta evidenzia un cockpit pensato per equipaggi numerosi e manovre rapide, elemento chiave nelle regate offshore e tra le boe.
Gais Gais Gais
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Il progetto nasce dalla collaborazione tra Botin Partners e McConaghy Boats, due nomi che negli ultimi anni hanno costruito una reputazione solida nelle flotte più tecniche della vela internazionale. La Botin Cup 41 si inserisce in questo contesto con un’impostazione chiara: una barca pensata per la classe “piccola” delle grandi competizioni a squadre, dove il regolamento IRC impone limiti precisi e lascia poco spazio all’improvvisazione.

Il ritorno dell’Admiral’s Cup cambia il mercato

La notizia non riguarda solo una nuova barca, ma un cambio di direzione. Il ritorno dell’Admiral’s Cup, rilanciata nel 2025 dopo anni di assenza, ha riacceso l’interesse per progetti dedicati esclusivamente alla regata offshore e costiera, senza compromessi con la crociera.

Vista laterale della Botin Cup 41: linee tese, prua verticale e bompresso pronunciato raccontano una barca progettata senza compromessi per il regolamento IRC.
Vista laterale della Botin Cup 41: linee tese, prua verticale e bompresso pronunciato raccontano una barca progettata senza compromessi per il regolamento IRC.

Una piattaforma pensata per ogni formato di regata

La Botin Cup 41 nasce proprio da questa esigenza. È una piattaforma costruita per funzionare sia tra le boe sia sulle medie e lunghe distanze, con un equilibrio difficile da ottenere ma oggi richiesto dai nuovi formati di regata.

Vista dall’alto del pozzetto: layout essenziale, winch distribuiti per il lavoro di squadra e spazi liberi per garantire efficienza in regata.
Vista dall’alto del pozzetto: layout essenziale, winch distribuiti per il lavoro di squadra e spazi liberi per garantire efficienza in regata.

Scafo e costruzione: tutto orientato alla prestazione

Lo scafo riflette questa filosofia. Linee tese, poppa larga e piatta, doppio timone, prua allungata con bompresso pronunciato. Tutto è orientato alla velocità e al controllo, soprattutto nelle andature portanti e nelle condizioni più impegnative. L’architettura è figlia diretta dell’esperienza maturata nei progetti Botin più recenti, ma qui viene portata all’estremo per rientrare perfettamente nei parametri IRC.

Anche la costruzione segue lo stesso approccio. Carbonio pre-preg in sandwich con anima Nomex, strutture polimerizzate in autoclave, appendici lavorate CNC. Sono soluzioni tipiche delle barche da circuito professionale, utilizzate per contenere peso e aumentare rigidità, ma che qui vengono applicate a una barca pensata per regate dove ogni dettaglio può incidere sul risultato.

Piano velico, interni e posizionamento

Il piano velico e le manovre sono coerenti con questa impostazione. Albero e boma in carbonio ad alto modulo, sistemi idraulici, doppie volanti e winch azionati a grinder. La gestione delle vele è progettata per equipaggi numerosi e allenati, dove la velocità delle manovre diventa parte della prestazione.

Sottocoperta, invece, resta solo ciò che serve. L’interno è ridotto al minimo indispensabile per affrontare le regate offshore, senza concessioni al comfort. Una scelta che non è estetica, ma funzionale: ogni chilo risparmiato è velocità guadagnata.

I numeri raccontano una barca compatta ma estrema: circa 12,5 metri di lunghezza, 4,20 di baglio, pescaggio di 3 metri e un dislocamento attorno alle 4 tonnellate. Il target IRC è dichiarato con precisione, vicino al limite imposto per la classe, segno di un progetto calibrato fin dall’inizio sul regolamento.

Il prezzo indicativo, intorno a 1,7 milioni di euro senza vele ed elettronica, conferma il posizionamento: non una barca per tutti, ma uno strumento pensato per team che vogliono competere ad alto livello senza entrare nei costi ancora più elevati dei maxi o delle classi box rule.

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