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Si ritira anche Riou; Soldini più vicino all'icegate

Artemis Transat

Si ritira anche Riou; Soldini più vicino all'icegate

Dopo essere entrato in collisione con uno squalo, lo skipper francese si è accorto di come una delle due chiglie era vicinissima allo staccarsi

Oceano Atlantico - Sembra una vera e propria maledizione quella che perseguita i grandi favoriti tra gli Open 60 di questa Artemis Transat (3.000 miglia in solitario da Plymouth a Boston). Dopo Michael Desjoyaeux e Sebastian Josse, rispettivamente vincitore della scorsa edizione e primo in classifica generale, ieri anche Vincent Riou su “Prb” è stato costretto ad abbandonare la regata mentre la conduceva.
Nella notte di lunedì il velista francese è entrato in collisione con uno squalo; un impatto che inizialmente non lo aveva messo in allarme. Nel pomeriggio di ieri però Riou ha controllato più approfonditamente le condizioni della carena, notando come una delle due chiglie fosse prossima allo staccarsi. Immediatamente ha lanciato la richiesta di soccorso al comitato di regata, che ha mandato sul posto Loick Peyron su “Gitana Eighty”, il secondo classificato. Lo skipper transalpino ha imbarcato il proprio connazionale che lo attendeva sull'autogonfiabile, ed ora è il nuovo capolista della competizione, con un vantaggio di circa quaranta miglia su “Brit Air” di Amel Le Cleac'h.
“E' la prima volta che mi succede una cosa del genere - ha raccontato Peyron - ovvero affrontare in doppio una regata in solitario. Ora dovrò riprendere il ritmo. Non sarà facile, ma l'importante è aver salvato Vincent Riou”.
La sfortuna sembra invece rimanere lontana dal capoclassifica dei Class 40, Giovanni Soldini, che si avvicina all'icegate (un passaggio obbligatorio a 40 gradi nord) con un vantaggio di circa sessanta miglia sui principali inseguitori. Il velista lombardo naviga di bolina e ha già cominciato a confrontarsi con le condizioni tipiche del Nord America, come nebbia e pioggia. L'umore a bordo di “Telecom Italia” sembra comunque alto: “E' impossibile che tutto sia perfetto - ha detto Giovanni - ma se riesci a far funzionare le cose meglio degli altri, allora sei primo. La barca è molto veloce, ma le differenze con gli altri scafi sono minime. Non è solo questo fattore a decidere l'esito di una regata”.
21/mag/2008

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