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domenica 27 settembre 2020

Il Salone chiude con 315.000 presenze

Circa 315.000 persone hanno varcato i cancelli del quartiere fieristico: un'affluenza leggermente inferiore rispetto a quella dell'anno scorso

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Genova - Si temeva che il periodo di crisi economica potesse avere effetti negativi ma, forte del sostanzioso ampliamento della superficie espositiva, il Salone di Genova ha risposto bene, anche quest'anno. Circa 315.000 persone hanno varcato i cancelli del quartiere fieristico: un'affluenza leggermente inferiore rispetto a quella dell'anno scorso (327.000 visitatori).
Soddisfatto per l'andamento della manifestazione, in cui si è potuto apprezzare come la riorganizzazione degli spazi abbia dato più visibilità soprattutto al settore velico, si è mostrato Paolo Lombardi, presidente della Fiera di Genova. “Questo è stato un salone di svolta - ha detto - nonostante il momento difficile che attraversa l'economia internazionale. Il nuovo padiglione B è destinato a identificare la manifestazione e ci darà un vantaggio competitivo sulla concorrenza in termini di funzionalità e possibilità di sviluppo del business. La complessa macchina organizzativa ha funzionato bene dimostrando la forza, il prestigio e l'autorevolezza della manifestazione”. La mente di Lombardi è tuttavia già rivolta alla prossima edizione, per la quale il dirigente chiede maggiore chiarezza sui regimi concessori. “Senza certezze in questo senso - ha continuato il presidente - è più difficile affrontare le nuove sfide che ci attendono come la prevista realizzazione dell'albergo al posto del palazzo ex-Ansaldo e l'utilizzo della darsena tecnica per le prossime edizioni”.
Soddisfatto della risposta fornita dal mondo della nautica anche Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina. “In questi nove giorni di Salone gli operatori hanno lavorato su numerose trattative con un pubblico interessato e, anche se i contratti conclusi sono oggettivamente diminuiti, questo è un risultato molto positivo in una settimana caratterizzata dalla crisi finanziaria. La nautica dimostra di essere un settore d'interesse e credo abbia gli strumenti necessari, come dimensione internazionale, volontà di crescere e ricerca dell'innovazione, per affrontare con forza la difficile situazione attuale”.