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giovedì 29 ottobre 2020

Vendere la barca, come fare

Sempre meno sono le possibilità per vendere la barca senza l’ausilio di un intermediario

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Roma – Il mercato dell’usato è tornato a muoversi e per vendere una barca non bisogna più attendere mesi se non anni, ma indubbiamente, vendere è più semplice per chi decide di farlo passando attraverso un intermediario che per chi decide di agire da solo.

Ma un intermediario costa. Le percentuali che chiede un broker per curare la vendita di una barca variano tra il 2% del sensale di banchina al 5% del broker strutturato e conosciuto.

Se molte persone preferiscono pagare una commissione del 5% è perché i broker possono effettuare un servizio effettivamente utile, ma si può anche scegliere di rinunciare a tale servizio e provare a vendere in proprio.

Per farlo bisogna utilizzare canali che non sono specifici per la nautica, questi, nella maggior parte dei casi sono riservati ai broker. Siti come Subito.it, E-bay o anche i giornali di annunci locali come Portaportese a Roma funzionano molto bene per le barche piccole, un po’ meno per le barche sopra i dieci metri.

Ma il sito internet dove mettere l’annuncio è solo il primo passo. Una volta che si sono ricevute le richieste per visitare la barca bisogna organizzare gli incontri e armarsi di molta pazienza. Per vendere una barca non proprio seminuova o molto ricercata sul mercato, può essere un lavoro anche molto lungo e possono essere necessarie decine di visite, molte delle quali per accompagnare persone che non hanno nessuna intenzione di acquistare quel modello, ma che lo vogliono vedere per rendersi conto del mercato.

La cosa migliore da fare, se non si ha molta disponibilità di tempo, è trovare qualcuno che sia disposto per un piccolo compenso a far visitare la barca.

Alla fine arriverà il sospirato interessato seriamente intenzionato all’acquisto e si inizierà la trattativa. In questa fase è essenziale che si operi in prima persona, non si può lasciare la trattativa a qualcuno che non sia o un professionista o il proprietario della barca perché questa, per andare a buon fine ha bisogno di decisioni rapide.

Trovato l’accordo sul prezzo bisogna far periziare la barca. Si ricordi che la perizia non difende solo l’acquirente, ma anche il venditore. Le barche sono coperte da una garanzia sui vizi occulti implicita nella compravendita, se non si fa una perizia, l’acquirente domani potrà sostenere che, ad esempio, un sopraggiunto fenomeno di osmosi era preesistente e chiedere che venga riparato a spese del venditore. La perizia è una fotografia di come stanno le cose, ogni pretesa successiva diventerà più difficile da sostenere.

Le condizioni della barca in perizia devono corrispondere a ciò che il venditore ha dichiarato, in caso contrario, l’acquirente potrà o chiedere una diminuzione del prezzo o rinunciare all’acquisto.

La perizia, generalmente, è a carico del venditore se negativa, del compratore se positiva.

Attenzione alle truffe. Nel mondo della nautica, ci sono molti truffatori, falsi acquirenti e falsi venditori che con le scuse più disparate riescono a farsi consegnare delle somme di denaro o far firmare impegni capestri, per evitare di queste sorprese è bene non firmare nulla di getto, né versare alcuna somma se prima non si è appurato chi sia realmente l’interlocutore.

In particolare, sono pericolose le vendite con pagamenti differiti, specialmente se si tratta di un natante.