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domenica 29 marzo 2026
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Affondamento del Bayesian, la vedova di Mike Lynch condannata al risarcimento di un miliardo

Dopo il naufragio del Bayesian, la vedova di Mike Lynch condannata a oltre un miliardo di euro. La vicenda si intreccia tra indagini e cause legali

Il Bayesian in navigazione
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Aladar Aladar Aladar
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L’onda lunga del naufragio del Bayesian continua a produrre effetti, questa volta lontano dal mare. La vedova del tycoon britannico Mike Lynch, morto nel 2024 nel tragico affondamento del veliero al largo della Sicilia, è stata condannata da un tribunale di Londra a un risarcimento che supera il miliardo di euro. Una decisione che riporta sotto i riflettori una vicenda già segnata da perdite umane e da interrogativi ancora aperti.

Una vicenda tra tribunali e mare

La sentenza riguarda una causa civile legata alla vendita della società Autonomy nel 2011, considerata dai giudici una transazione fraudolenta. Il procedimento, iniziato anni prima della tragedia in mare, si è concluso ora con una condanna da circa 930 milioni di sterline (1 miliardo e 88 milioni di euro) tra danni e interessi.

Per Angela Bacares, sopravvissuta al naufragio ma segnata dalla perdita del marito e della figlia, il peso della decisione giudiziaria si somma a una situazione già complessa. La donna, pur avendo ereditato un patrimonio rilevante (oltre 600 milioni di sterline), si trova oggi esposta a un rischio concreto di bancarotta, anche per la causa intentata da The Italian Sea Group per danni all’immagine del cantiere Perini Navi, con una richiesta di 430 milioni di euro.

Il Bayesian, un grande sloop in alluminio costruito da Perini Navi e lungo 56 metri, era affondato nella notte del 19 agosto 2024 davanti a Porticello, durante un violento temporale. In pochi minuti la barca si era inclinata fino a capovolgersi e sparire sotto la superficie, lasciando poco tempo all’equipaggio e agli ospiti per reagire.

Sette persone persero la vita, tra cui lo stesso Lynch e la figlia diciottenne. I sopravvissuti furono recuperati grazie all’intervento di un’imbarcazione vicina, mentre le operazioni di recupero dei corpi si protrassero per giorni, in condizioni difficili.

Da allora, attorno al naufragio si sono sviluppate diverse linee di indagine. Le autorità hanno cercato di ricostruire la dinamica dell’incidente, mentre tecnici e operatori del settore hanno discusso possibili cause, tra condizioni meteo improvvise, vulnerabilità strutturali e gestione dell’emergenza a bordo. Nessuna conclusione definitiva ha ancora chiuso il caso.

Parallelamente, si è aperto un fronte legale che coinvolge anche il cantiere costruttore e la gestione dello yacht. Il gruppo italiano che controlla il marchio Perini Navi ha avviato un’azione risarcitoria sostenendo che l’affondamento abbia inciso sulle proprie attività, alimentando un contenzioso che si intreccia con quello già esistente sulla vendita di Autonomy.

La storia del Bayesian si muove così su due piani distinti ma ormai inseparabili. Da una parte il mare, con un evento che resta difficile da spiegare completamente e che ha segnato profondamente chi era a bordo. Dall’altra le aule di tribunale, dove quella stessa vicenda continua a produrre conseguenze economiche e giudiziarie.

In mezzo, resta una domanda che nel mondo della vela non ha ancora trovato risposta definitiva: come sia stato possibile che una barca di quelle dimensioni, progettata per navigazioni impegnative, sia affondata in pochi minuti, lasciando dietro di sé una scia che ancora oggi non si è esaurita.

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