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Alternative Comunity Sailing, gli hippy del mare

In oceano c’è una comunità navigante di giovani che vivono facendo riciclo e teatro

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Oceano – Si chiamano Alternative Comunity Sailing e sono gli hippy degli anni 2000. Molto più organizzati di quelli che erano i sognatori del ’68, i nuovi hippy sono artisti preparati, filmaker di buon livello, skipper, falegnami.

La comunità nasce nel 2014 e cresce con il passare del tempo. Da prima pochi ragazzi accumunati dalla voglia di viaggiare, un po’ d’incoscienza e tanta pazienza nel rimettere a posto una vecchia barca che non voleva più nessuno, un cutter in ferro di 32 piedi, il Starseeker.

A quella barca se ne sono aggiunte altre, un ferro cemento di 42 piedi e un’altro 35 piedi di ferro, il Four Winds. Tutte barche che hanno rigenerato loro, gli hippy del mare.

Sempre loro formano i nuovi comandanti, gli fanno prendere le autorizzazioni necessarie, fare i corsi di pronto soccorso e poi gli affidano una barca.

Non c’è un capo, una testa un voto e le decisioni si prendono così.

Vivono fermandosi nei luoghi e facendo spettacoli, sono giocolieri, danzatori, suonatori.

Il gruppo è aperto a tutti, l’importante è non soffrire il mar di mare e la troppa vicinanza con le persone, traversare un oceano con una barca di nove metri quando a bordo si è in dieci non deve essere comodissimo.

Al momento stanno viaggiando verso l’isola di Pasqua, ma hanno già navigato per diverse migliaia di miglia passando per la Nuova Zelanda e le Fiji.



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