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sabato 28 novembre 2020

L’incubo Fukushima continua

I pesci della baia di Fukushima ancora presentano importanti tracce di cesio 137

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Fukushima – A un anno e mezzo dal disastro di Fukushima provocato da un terremoto seguito da un maremoto, nella baia della località giapponese, dove la pesca è ancora vietata, gli scienziati continuano a riscontrare nella fauna locale alte concentrazioni cesio 137.

A questa distanza di tempo, la fauna ittica non avrebbe più dovuto presentare tali concentrazioni e la presenza del materiale radiattivo nelle carni dei pesci di Fukushima genera il forte sospetto che l’impianto continui a perdere in mare del cesio 137.

Interrogata a riguardo la società che gestisce l’impianto, la Tokyo Electric Power Co. ha risposto con dichiarazioni che, invece di tranquillizzare gli scienziati, hanno fatto crescere i sospetti: "TEPCo non può affermare o negare una cosa del genere; in ogni caso ci è stato confermato che i livelli di radiazione in mare sono in diminuzione sia in acqua che sui fondali attorno al sito."

A peggiorare il clima d’incertezza e di mancanza di fiducia sia nella società elettrica, sia nel governo nipponico, c’è il fatto che la TEPCo si è detta non disposta a far effettuare verifiche da parte di periti esterni alla società sulla presenza o meno di perdite nei reattori.