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Velista decapitato nelle Filippine

Trovata la testa del velista canadese rapito nel 2015

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Isola di Samal (Filippine) – Jhon Ridsdel, 68 anni, nato a Londra, ma cittadino canadese, è stato decapitato dal gruppo criminale di Abu Sayyaf nelle Filippine. La sua testa è stata ritrovata lunedì scorso, 25 aprile chiusa in un sacchetto di plastica.

Ridsdel, che lascia due figlie, era stato rapito la sera del 21 settembre 2015 da un gruppo armato di circa dieci persone che era entrato nel marina di Ocean View Marina sull’isola di Samal.

Gli uomini non avevano alcun obiettivo preciso se non quello di rapire più velisti possibile. I criminali sono entrati nelle barche sparando e hanno prelevato quattro persone e cercato di prenderne altre tre, due americani e un giapponese che si sono salvati, seppur feriti, gettandosi in acqua e nascondendosi tra le carene delle barche.

Ridsdel era a bordo del suo catamarano di 42 piedi, l’Aziza. Insieme a lui sono stati rapiti, un canadese, un norvegese e una donna filippina. Le persone rapite erano su barche diverse.

Dopo il rapimento i tre uomini e la donna sono stati portati con una barca sull’isola di Jolo, la roccaforte del gruppo criminale. I rapitori avevano minacciato di uccidere gli ostaggi se non fosse stato pagato un riscatto di 6,5 milioni di dollari. Non ricevendo il pagamento, quando l’ultimatum è scaduto, hanno ucciso Jhon Ridsdel decapitandolo. La sua testa è stata fatta ritrovare dentro un sacchetto di plastica.

Non si ha alcuna notizia di quali siano le condizioni degli altri ostaggi.

Ridsdel era un ingegnere in pensione che aveva lavorato per dieci anni nelle filippine.

Abu Sayyaf è un gruppo criminale di circa 200/300 persone che, agendo sotto la bandiera del terrorismo islamico, rapisce persone per chiedere ingenti riscatti senza alcuna motivazione ideologica.


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