
Mentre il mercato interno del charter e del noleggio accelera, spinto anche dalle tensioni internazionali e dalla difficoltà crescente a viaggiare all’estero, cosa che rende difficile trovare barche da charter libere per luglio e agosto, gli importatori di barche e i rivenditori non sono affatto contenti.
Prezzi in aumento e domanda in calo
Se da una parte le società di charter stanno vivendo un momento favorevole, dall’altra i dealer affrontano una fase critica. La forte inflazione post-Covid, unita a una politica dei prezzi discutibile da parte di molti cantieri, ha portato a un aumento dei listini del 35-40% in soli tre anni. Un incremento che ha scoraggiato molti potenziali acquirenti, spingendoli a rinunciare all’acquisto della barca.
Fino a poco tempo fa resisteva ancora la fascia alta dei clienti, quella sopra i 2-3 milioni di euro. Oggi, però, anche questo segmento mostra segni di rallentamento. L’instabilità globale, alimentata anche dalle scelte imprevedibili della leadership statunitense, sta inducendo prudenza persino tra i clienti più facoltosi, che preferiscono rimandare decisioni importanti.
Tra i più penalizzati ci sono coloro che avevano venduto la propria barca tra il 2018 e il 2019 con l’idea di ricomprarla a breve. Il Covid ha bloccato questi piani e, quando sono tornati sul mercato dopo alcuni anni, si sono trovati di fronte a prezzi molto più alti. In molti casi, persino riacquistare lo stesso modello posseduto in passato è diventato economicamente più impegnativo.
Cantieri in difficoltà e reti vendita sotto pressione
In questo contesto già fragile, il clima di tensione che si respira in diversi cantieri non aiuta. Alcuni produttori europei stanno imponendo agli importatori l’acquisto di quantitativi di barche che difficilmente potranno essere assorbiti dal mercato. Una strategia che rischia di destabilizzare le reti vendita, elemento fondamentale per la distribuzione e il successo commerciale.
All’errore di aver spinto eccessivamente i prezzi si aggiunge quindi quello di indebolire i canali di vendita. È proprio in momenti come questi che emergono i limiti di una parte della dirigenza commerciale, spesso incapace di mantenere lucidità e di opporsi a decisioni prese senza una visione chiara dagli altri dirigenti.
Quando ripartirà il mercato?
Rispondere oggi è più difficile rispetto alle crisi degli ultimi vent’anni. In passato era possibile individuare una o due condizioni chiave per la ripresa. Oggi, invece, i fattori di instabilità si sono sommati, rendendo il quadro molto più complesso.
L’incertezza geopolitica gioca un ruolo centrale. Le tensioni internazionali, i conflitti in corso e una crescente instabilità politica globale rendono difficile pianificare investimenti importanti. Anche eventuali cambiamenti negli equilibri politici internazionali potrebbero ridurre la pressione, ma difficilmente eliminare del tutto l’incertezza.
Il mondo sta attraversando una fase delicata, segnata da una forte instabilità e da derive politiche che alimentano tensioni invece di risolverle. In un contesto simile, la fiducia — elemento fondamentale per acquisti importanti come una barca — fatica a consolidarsi.
E senza fiducia, il mercato difficilmente può ripartire con decisione.
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