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mercoledì 10 giugno 2026
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Cosa fare quando ci si trova davanti a un naufragio

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A tutti può capitare di incontrare inmare una barca che sta affondando. In qeuste circostanze bisogna sapere cosa si deve fare
A tutti può capitare di incontrare inmare una barca che sta affondando. In qeuste circostanze bisogna sapere cosa si deve fare

Trovare un relitto in mare richiede calma, prudenza e comunicazioni precise con la Guardia Costiera. Ecco come comportarsi.

Gais Gais Gais
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Imbattersi in un naufragio avvenuto da poco è una cosa che può capitare a chiunque navighi. Si nota qualcosa che emerge dal mare, si allarga lo sguardo e si cominciano a identificare dei relitti: parti dell’arredamento della barca o della sua struttura, pezzi di legno che in origine costituivano il pagliolo. Ci si avvicina e si vede la prua della barca uscire dall’acqua. I relitti che le stanno intorno e che si allontanano lentamente fanno capire che l’incidente è avvenuto da poco.

Cosa dobbiamo fare? Come dobbiamo comportarci?

Mantenere la calma e capire se ci sono persone in mare

La prima cosa è non innervosirsi. Davanti a una situazione di emergenza, molti tendono ad agitarsi, a fare più di quello che serve e a farlo male. Bisogna mantenere la calma e studiare la situazione. Le priorità sono due: la salvaguardia della vita umana in mare e la sicurezza della navigazione.

in mare Seguendo queste due linee guida, dobbiamo subito cercare di capire se ci sono naufraghi in mare. Avviciniamoci al relitto, possibilmente non con la barca, ma con un tender, che è più agile in condizioni difficili. Nel farlo, l’obiettivo non è stabilire cosa sia accaduto alla barca, ma controllare se all’interno ci siano dei sopravvissuti. Per nessun motivo dobbiamo cercare di entrare nella barca. Ricordiamoci sempre che il nostro primo dovere, come skipper, è pensare alla sicurezza del nostro equipaggio, compresa la nostra. Entrare a bordo di una barca che sta affondando è un’operazione estremamente pericolosa. Chiamare la Guardia Costiera e dare informazioni precise Appurato che a bordo non c’è nessuno, dobbiamo fare delle fotografie al relitto e chiamare la Guardia Costiera. Proviamo con il VHF: se non ci rispondono, chiamiamo il 1530; lì rispondono sempre. La Guardia Costiera molto probabilmente ci chiederà di inviarle le fotografie e ci domanderà se conosciamo il motivo del naufragio o se ci sono vittime. Non inventiamo, non deduciamo, diamo solo informazioni attendibili e confermate. Non diciamo “non ci sono vittime”, ma “per quanto abbiamo potuto vedere, non ci son

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