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Monti incontra Befera

Tentativi di neutralizzare le storture del Redditometro

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Roma – Ieri sera il Presidente del Consiglio dimissionario, Mario Monti, si è incontrato con il Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, per discutere di “Redditometro”.
Un incontro necessario dopo le parole con cui il presidente del Consiglio aveva preso le distanze dal nuovo strumento di contrasto all’evasione, a pochi giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del relativo provvedimento.

I due hanno discusso delle ricadute che un’applicazione troppo matematica e basata sulle statistiche dell’Istat del nuovo Redditometro, potrebbe avere sull’economia nazionale.

Ormai è chiaro che una guerra senza frontiere all’evasione fiscale, portata avanti con criteri ideologici e senza i necessari strumenti, rischia di paralizzare il paese più che aiutarlo, testimonianza ne è il settore nautico che oggi, nei palazzi del Governo, è portato ad esempio di come, con politiche sbagliate è possibile distruggere un settore industriale. Politiche che, nel caso specifico della nautica, sono nate nell'ultimo governo Berlusconi quando era in voga, l'equazione diportista = evasore, lanciata dal ministro Giulio Tremonti.

Con tutta probabilità dall’incontro di ieri sera tra il Presidente del Consiglio e il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, scaturiranno degli aggiustamenti del nuovo strumento di accertamento sintetico che saranno introdotti dalla Circolare dell’Agenzia per l’applicazione del redditometro, circolare che ancora non è pronta.

La nautica, come abbiamo illustrato nel lungo articolo dedicato a questo argomento nell’edizione di SVN ora on-line (link all'edizione on-line), nel nuovo Redditometro ha una posizione migliore rispetto a quella che aveva nel vecchio strumento e la barca non è più considerata come un bene “speciale” che in automatico fa scattare l’allarme evasione, ma, comunque, i diportisti sono ancora guardinghi e in una posizione di attesa nei riguardi del prossime mosse del fisco.

Sin tanto che il Governo in carica, o quello futuro, non daranno chiari segni che la caccia alle streghe è terminata e ristabiliranno un rapporto con il fisco degno di un paese civile, chiunque abbia le possibilità di spendere, eviterà di farlo, condannando la nostra economia alla stagnazione se non alla recessione.