Fa discutere l'ultima ordinanza del consorzio che gestisce l'Amp. Può calare l'ancora soltanto chi ha passato la notte in un porto di Ischia o Procida o consumato in un ristorante
dalla Redazione
martedì 3 agosto 2010
Si può ancorare a Ischia solo pernottando nell'isola
Ischia – Suscita molte polemiche l'ultima ordinanza del consorzio che gestisce l'area marina protetta Regno di Nettuno (comprende le isole di Ischia e Procida). Per salvaguardare la salute del fondale e delle praterie di posidonia che la abitano, l'ancoraggio è stato permesso soltanto a un “numero chiuso” di barche e natanti. Possono infatti ottenere la concessione per calare l'ancora (al prezzo di 10 euro per i natanti e 20 euro per le imbarcazioni) soltanto gli armatori che hanno pernottato a terra, con l'imbarcazione quindi ormeggiata in porto, o abbiano consumato in uno dei ristoranti presenti sulle isole, presentando la ricevuta al momento del controllo. Le multe possono essere molto salate e toccare quota mille euro. I vincoli imposti ai diportisti per l'accesso alle Flegree stanno facendo storcere il naso a più di un operatore dell'isola. E se alcuni ormeggiatori o commercianti hanno riscontrato per le proprie attività perdite di circa il 40 per cento, Lino Ferrara, presidente dell'Unione nazionale armatori da diporto, non ha esitato a definire incostituzionale questa ordinanza. “E' un regolamento incomprensibile – ha dichiarato al Corriere del Mezzogiorno – e vorrei capire cosa sta facendo il consorzio per tutelare l'isola. Le zone sono suddivise senza che nessuno ne sappia nulla. E se il principio del parco marino è corretto, il Regno di Nettuno è un'aberrazione che sta facendo fuggire i turisti dall'isola”.
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