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mercoledì 25 novembre 2020

Ritrovata la portaerei americana USS Lexington al largo dell’Australia

Affondata 76 anni fa all’inizio della seconda guerra mondiale, il 4 marzo è stata trovata in fondo al Pacifico

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Oceano Pacifico – Il 4 marzo gli uomini della RV Petrel, una delle navi da ricerca di Paul Allen il coofondatore della Microsoft, per quanto abituati a scoprire relitti in fondo al mare, quando sugli schermi della sala di coordinamento hanno visto sfilare 11 caccia americani con le piccole bandiere giapponesi dipinte sulla carlinga indicare il numero di aerei nemici abbattuti, non si sono trattenuti dal festeggiare con urla e applausi.

Avevano ritrovato la USS Lexington, la prima portaerei americana ad affondare nella seconda guerra mondiale. Era il 1942 e la flotta americana di cui la USS Lexington faceva parte si trovava a circa 800 km al largo dell’Australia quando fu coinvolta nella battaglia del Mar dei Coralli, la prima battaglia in assoluto tra portaerei e una delle più importanti tra quelle fra Stati Uniti e Giappone, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Quella era la prima volta in cui due portaerei si scontrarono senza mai entrare nel campo di tiro delle armi dell’altra.

Alla fine gli americani vinsero, ma la USS Lexington fu colpita da due siluri e tre bombe. A bordo scoppiò un incendio e 200 uomini persero la vita. Tutti gli altri membri dell’equipaggio furono recuperati dalle altre navi. Più tardi, quando era chiaro che la nave era irrecuperabile, il cacciatorpediniere Phelps sparò contro la nave sino a farla affondare.

Dopo la guerra si perse ogni traccia della USS Lexington che era la sorella gemella della Saratoga ed era stata varata nel 1927.

Ora a distanza di 76 anni la nave è stata ritrovata con uno dei suoi trentacinque caccia ancora sul ponte di volo.