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Variazioni al codice della nautica Pubblicato sulla gazzetta ufficiale

Pubblicato sulla gazzetta ufficiale il decreto legislativo 160 con alcune variazioni al codice della nautica

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Roma – Il 12 novembre è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale il decreto legislativo 160 che porta alcune variazioni al codice della nautica, variazioni che entreranno in vigore dal prossimo 22 dicembre 2020.

Non si tratta di un nuovo codice della nautica come si legge in diverse pagine Facebook, ma solo di alcune variazioni, la maggior parte delle quali marginali e con un impatto risibile sulla vita del diportista, alcune invece, più consistenti e per le quali vale la pena fare un approfondimento.

1) Dal 22 dicembre le visite mediche per la Patente Nautica si potranno fare direttamente presso le scuole nautiche. Questa è un’agevolazione che faciliterà la vita di chi intende prendere la patente che, invece di rivolgersi a una struttura pubblica con relative file, prenotazioni e inevitabili perdite di tempo, si potrà fare tutto nella scuola nautica dove si intende seguire il corso della patente. Rimane comunque la possibilità di rivolgersi alla struttura pubblica per chi non intendesse avvalersi di una scuola nautica ma volesse presentarsi agli esami come privatista.

2) Licenza di navigazione provvisoria. Dal pasticcio del registro telematico era rimasta fuori la richiesta per il rilascio della licenza di navigazione che tuttora è cartacea. Con le nuove norme, si può richiedere un documento provvisorio in attesa dell’arrivo della licenza, per poter navigare immediatamente.

Per quanto riguarda il problema delle immatricolazioni delle imbarcazioni nuove con il registro telematico fortemente voluto da Confindustria Nautica rimane tutto invariato, ovvero, un gran pasticcio. Questo invece di accelerare i tempi per le immatricolazioni li ha allungati oltremodo arrivando anche a 40 giorni e provocando un emorragia di immatricolazioni a favore della vicina Francia con contestuale migrazione dell’IVA verso le casse dell’erario francese.

3) Noleggio natanti. Sino ad ora il noleggio dei Natanti, che risponde a regole diverse da quelle previste per il noleggio delle imbarcazioni, era regolato con norme locali, ovvero ogni Capitaneria di Porto emetteva le sue ordinanze e regolava questo tipo di attività. Ora, con questo decreto, le norme assumono carattere nazionale e quindi saranno uniformi per tutto il territorio.

L’altra novità importante e, sotto un punto di vista sconcertante, è che allo skipper di queste barche è richiesta la sola patente nautica e non il titolo di marittimo come invece è previsto per il noleggio delle imbarcazioni immatricolate. Una norma che sicuramente fa chiarezza e faciliterà il noleggio del natante (si parla di noleggio professionale, è escluso il noleggio occasionale), ma che sconcerta perché crea l’assurdo che uno skipper che deve portare una barca di 9,99 metri può farlo con la sola patente nautica, mentre quello che deve portare la barca di 10.01 metri deve essere un marittimo, qualifica talmente complessa e mal pensata che solo pochissimi riescono a prenderla dopo anni e che di fatto mette quasi tutti gli skipper italiani fuorilegge e apre la strada a molti riconoscimenti inesistenti come i corsi per skipper che garantiscono titoli e assunzione a termine corso.

4) Noleggio alla cabina. Viene riconosciuto e normato questo tipo di noleggio che vede il convergere di diversi contratti di noleggio su di una sola barca. Ora sarà possibile fare più contratti di nolo per la stessa barca e per lo stesso periodo, cosa che prima non era possibile fare il che di fatto costringeva le società che praticavano il cabin charter a operare in un limbo legislativo che esponeva loro e i loro clienti a diversi pericoli.

5) Barche a KM 0 – Il nuovo decreto prevede che i cantieri possano immatricolare a proprio nome le imbarcazioni rimaste invendute come fanno i concessionari di autovetture. Questo dovrebbe aprire la via a diversi modi di vendere le barche. Non si tratterà della vera e propria vendita a chilometri zero come avviene nelle automobili perché i cantieri non producono per mettere sul piazzale, ma producono solo sul venduto, almeno quelli che producono imbarcazioni, ma certamente è un mezzo per dare maggiore elasticità ai cantieri che potranno creare forme nuove di vendita.

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