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venerdì 25 settembre 2020

Ericsson 4, un altro sigillo

Nonostante la bonaccia dell'ultimo giorno, gli uomini comandati da Torben Grael hanno tagliato il traguardo con un rassicurante vantaggio nei confronti di Telefonica Blue, secondo a dodici ore di distacco

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Kochi - Approdando a Kochi alle 22.52 GMT di sabato, il team svedese di Ericsson 4 si è aggiudicato la seconda tappa della Volvo Ocean Race, un trasferimento di circa 4.500 miglia da Città del Capo al porto indiano. Nonostante la bonaccia dell'ultimo giorno, gli uomini comandati da Torben Grael hanno tagliato il traguardo con un rassicurante vantaggio nei confronti di Telefonica Blue, secondo a dodici ore di distacco.

Il team scandinavo, infatti, dopo essere finito in un buco di vento a venti miglia dal traguardo, si è portato immediatamente sotto costa, riuscendo ad agganciare una buona termica e conquistare la seconda tappa consecutiva. A nulla è servita l'ultima mossa degli uomini di Telefonica che hanno utilizzato lo Stealth Play (scomparsa dai radar per dodici ore) nel tentativo di mettere pressione ai diretti avversari e completare una rimonta che avrebbe avuto dell'incredibile (venerdì il distacco tra le barche era di circa cento miglia).

Al terzo posto si è piazzato Ericsson 3, fino a metà gara protagonista di un serrato duello al vertice con i cugini, ma in seguito vittima delle calme equatoriali che ne hanno frenato le ambizioni di vittoria. Ancora devono arrivare, invece, le altre barche. Tra loro la situazione è abbastanza intricata anche perchè alcune, come Green Dragon e Telefonica Black, si sono servite dell'opzione di invisibilità proprio nelle ultime ore.

La lotta per il quarto posto dovrebbe essere tuttavia tra loro due, con Puma e Delta Lloyd a inseguire in una posizione neanche tanto favorevole, ovvero più lontana dalla costa. Chiude infine il gruppo Team Russia. I ragazzi di Andreas Hanakamp negli scorsi giorni avevano provato una mossa a sorpresa spingendosi molto più a est degli altri per agganciare venti migliori alla volta di Kochi. Un appuntamento, però, mancato di qualche ora che adesso li costringe a navigare per ancora quattrocento miglia prima di arrivare in India.