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I catamarani di Coppa America saranno più piccoli

E’ probabile che i catamarani della prossima edizione della Coppa saranno tra i 60 ei 65 piedi

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San Francisco (USA) – “E’ probabile che i catamarani per la prossima Coppa America saranno leggermente più piccoli degli AC 72 che hanno corso nell’ultima edizione” questo quanto dichiarato dall’architetto americano Pete Melvin dello studio di progettazione Morelli&Melvin, lo studio dove stanno nascendo le regole per la prossima Coppa che si disputerà, molto probabilmente, nel 2017.

E’ stato Melvin uno dei designer a immaginare la class rule dell’ultima edizione di Coppa e sarà ancora lui e il suo staff a dover creare la prossima class rule. L’obiettivo è contenere i costi e fare in modo che i team non siano obbligati a spendere una fortuna per partecipare, cosa che nell’edizione passata ha portato ai nastri di partenza solo 4 team.

Per limitare i costi, bisogna sicuramente intervenire sulle barche e durante un'intervista rilasciata al sito della Coppa America, Pete Melvin ha illustrato le sue idee. Idee, in parte già condivise con Team Oracle e Hamilton Island Yacht Club che è il Challenge of record.

“Stiamo pensando a qualcosa di simile agli AC72, catamarani con l’ala rigida – dice Melvin nell’intervista. – I team ci confermano che quello degli AC72 era un buon concetto e noi vorremmo fare qualche cosa di simile, ma su una misura diversa, 60,65 piedi. Stiamo studiando diverse soluzioni agendo sia sulla lunghezza che sulla larghezza delle barche.”

Melvin ha raccontato dei test che si stanno facendo e dei loro risultati. Da questi emerge che le nuove barche potrebbero essere veloci quanto i vecchi AC72 nelle andature portanti e più lente in quelle di bolina. Dal punto di vista dello spettacolo, barche più piccole, ma ugualmente veloci, potrebbero risultare più divertenti perché, agli occhi del pubblico, sembrerebbero più veloci degli AC72.

Si stanno portando avanti degli studi anche sulle vele ad ala rigida e questo potrebbe portare le barche verso il superamento di quelli che oggi sono considerati limiti invalicabili, anche se, contemporaneamente, i tecnici e i designer stanno cercando di capire quali limiti possono essere inseriti nel regolamento per fare in modo che le vele risultino meno dispendiose.

L’altro elemento che si sta studiando per abbattere ulteriormente i costi di sviluppo è la possibilità di introdurre alcune componenti in one-design, uguali per tutti.

“Quello che stiamo cercando di fare – continua Melvin – è tentare di mettere limiti a quelle componenti che richiedono molta ricerca a fronte di risultati che incidono poco nel quadro generale e invece lasciare maggiore libertà in quelle aeree dove la ricerca può portare a risultati più evidenti. Le prime, quindi, potrebbero essere i campi dove creare dei componenti in one-design per scaricare i team dall’onere della ricerca in questi settori”.


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