Spartivento
ADVERTISEMENT
Spartivento
ADVERTISEMENT
venerdì 24 aprile 2026
Spartivento
  aggiornamenti

Ocean Globe Race 2027, il giro del mondo senza autopiloti torna a mettere l’uomo al centro

Ocean Globe Race 2027 riporta il giro del mondo alla navigazione essenziale senza autopiloti né tecnologia avanzata mettendo al centro l’esperienza umana

Gais Gais Gais
PUBBLICITÀ

Nel 2027 il giro del mondo a vela tornerà indietro nel tempo: niente GPS, niente autopiloti, niente assistenza elettronica. L’Ocean Globe Race riparte con una regola semplice e radicale: affidare la navigazione esclusivamente all’uomo, alla sua esperienza e alla sua capacità di leggere il mare.

È una scelta che va contro la direzione della vela moderna, sempre più dominata da tecnologia e automazione, e che riporta al centro un’idea quasi dimenticata: la navigazione come atto umano, prima ancora che sportivo.

Il ritorno alla vela essenziale

L’edizione 2027 si presenta come una continuazione coerente del progetto già visto nel 2023, ma con un’identità ancora più definita. Le barche ammesse sono unità di ispirazione classica, spesso legate alla tradizione della Whitbread Round the World Race, e devono rispettare uno spirito preciso: ridurre al minimo l’intervento della tecnologia moderna.

A bordo restano strumenti che oggi sembrano appartenere a un’altra epoca: sestanti, carte nautiche, radio a onde corte. La rotta non viene ottimizzata da software, ma costruita giorno dopo giorno, con osservazioni dirette e decisioni che pesano sull’equipaggio.

Il regolamento non vieta in assoluto ogni tecnologia, ma ne limita fortemente l’uso. Sistemi come autopiloti o windvane possono essere installati solo come strumenti di emergenza e il loro utilizzo è soggetto a controlli e possibili penalità.

Il risultato è una regata in cui la performance non dipende dalla velocità pura o dall’elettronica, ma dalla capacità di gestire la barca e l’equipaggio nel tempo lungo di una circumnavigazione.

Un progetto che nasce dalla memoria

L’Ocean Globe Race non è solo una competizione. È una ricostruzione storica vissuta in mare.

La prima edizione moderna del 2023 ha coinvolto oltre duecento velisti su barche di produzione classica, molti dei quali con esperienze legate alle grandi regate oceaniche del passato.

Non si trattava soltanto di arrivare primi, ma di riportare in vita un modo di navigare che la vela contemporanea ha progressivamente abbandonato. L’esperienza è stata intensa, spesso difficile, e per molti equipaggi anche trasformativa.

Nel 2027 questo approccio viene confermato e rafforzato. Tra i protagonisti attesi c’è il finlandese Tapio Lehtinen, già presente nella scorsa edizione, che tornerà al timone del suo Swan 55 Galiana.

Una sfida fuori dal tempo, ma attuale

Nel panorama delle regate oceaniche, sempre più orientate verso barche volanti e sistemi avanzati, l’Ocean Globe Race rappresenta una direzione opposta.

Non cerca la velocità estrema, ma la relazione tra uomo e mare. Non punta sull’innovazione tecnica, ma sulla memoria e sull’esperienza.

Eppure proprio questa scelta la rende attuale. In un contesto in cui la tecnologia tende a ridurre l’imprevedibilità, questa regata rimette al centro il rischio, la decisione e la responsabilità umana.

Il 2027 non sarà solo un’altra edizione. Sarà una nuova prova di quanto, nella vela oceanica, la differenza continui a farla chi è a bordo.

© Riproduzione riservata

Aladar Aladar Aladar
PUBBLICITÀ
WhatsApp SVN WhatsApp SVN WhatsApp SVN
CANALE WHATSAPP