
La storia del Leone di Caprera è tanto antica quanto affascinante. Costruita nel 1879, fu condotta fino al Sud America da tre navigatori italiani, Vincenzo Fondacaro, Orlando Grassoni e Pietro Troccoli, per dimostrare all’Europa il valore della marineria italiana, pesantemente attaccata dopo la sconfitta rimediata a Lissa dall’impero austro-ungarico. La missione ebbe anche uno scopo scientifico, ovvero quello di dimostrare che attraverso un particolare uso dell’olio disperso in mare per mezzo di “sacchi di canovaccio (così si legge nel diario di bordo dei tre marinai, ndr)” era possibile contrastare la forza del mare in tempesta.
Il Leone di Caprera raggiunse l’Uruguay dopo circa cento giorni di navigazione, per poi far ritorno a Malaga, dove venne imbarcata su una nave da trasporto (mancavano i fondi per proseguire la navigazione), che lo condusse a Livorno. In Italia i tre marinai non ricevettero l’accoglienza sperata, e furono costretti a vivere di ristrettezze. Il Leone di Caprera girò diversi musei, finchè nel 1995 fu trasportato a Marina di Camerota, per essere esposto presso la grotta di Lentiscelle. Il restauro da parte dell’Arie è iniziato nel 2007. Dall’11 al 16 giugno, la barca sarà esposta alla Festa della Marineria di La Spezia.
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