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La Coppa che nessuno segue più

Tra due giorni inizia la Coppa America, abbiamo fatto un giro in Europa per vedere come viene seguita

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Parigi – Povero Russell Coutts, lui ce l’ha messa proprio tutta per fare della Coppa America un evento superlativo, ma alla fine sembra che di superlativo ci sarà solo la mazzata in termini di audience che prenderà questa edizione della Coppa.

Per capire che la Coppa America che inizierà tra due giorni alle Bermuda interessa veramente a pochi basta fare un giro sui siti dei maggiori media europei.

Pochi sono quelli che danno spazio all’evento in modo consistente. Solo Yacht in Germania ha messo su un countdown e da qualche giorno dedica notizie quotidiane alla Coppa.

Lascia stupiti, invece, che Yacht World, il giornale inglese per eccellenza, dedichi ben poco spazio all’evento nonostante la presenza di Ben Ainslie con il Team Bar in regata.

I francesi sembrano non essersi accorti che tra due giorni la Coppa avrà inizio e su Bateaux si parla di Armel Le Clerch, della Volvo Ocean Race, ma non una sola riga sulla Coppa America.

In Spagna la Coppa riceve un po’ di attenzione da Nauta 360, un sito d’informazione che dedica all’evento un aggiornamento di notizie costante, per il resto altri siti come Panorama Nautico si concentrano sul futuro della Volvo Ocean Race, ma non spendono una parola per la Coppa.

In Italia infine è come se la Coppa America si fosse fermata alla fine dell’edizione scorsa. Poche notizie sui quotidiani e pochissima attenzione sui media specializzati. L’unico media che sta dando attenzione costante all’evento è Fare Vela.

Se qualcuno si dovesse domandare il perché di questa déb'cle mediatica, la risposta non è difficile. La convinzione di Coutts e Ellison che la Coppa Amarica sia una loro proprietà privata e dal momento che loro vi hanno investito dei soldi (come hanno fatto tutti coloro che vi hanno partecipato e l’hanno vinta) siano autorizzati a fare tutto il possibile per mantenerla nelle loro mani, con un interpretazione molto personale di quel “tutto il possibile”, insieme a una serie piuttosto lunga di errori, ha portato il grande pubblico a disinnamorarsi di quello che una volta era un grande evento.

La voglia di spremere la Coppa come un limone ha portato Oracle a stabilire la base a Bermuda, un posto scomodo da raggiungere anche dagli Stati Uniti, figurarsi dalle altre parti del mondo. Le richieste più che esose per i diritti televisivi che hanno portato molti network a declinare l’invito a coprire l’evento. Il cambio continuo di regole che ha alimentato una grande confusione e le liti continue hanno privato la Coppa del suo spirito di sfida epica e l’hanno declassata a una semplice regata internazionale.

Peccato. La Coppa America, una volta, era quella regata che poteva determinare il successo dello sport della vela in un paese come è successo da noi ogni volta che un team italiano ha partecipato alla Coppa: Azzurra, Moro di Venezia, Luna Rossa, Mascalzone Latino, +39.