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Anche la seconda regata ETNZ, la conduce in solitario

Ieri si è tenuta la seconda regata della Louis Vuitton Cup e ETNZ ha regatato ancor auna volta da solo

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San Francisco, USA – La Louis Vuitton Cup, la regata che dovrebbe nominare il challenger alla finale di Coppa America, comincia ad assumere toni surreali.

Anche ieri, sul campo di regata, c’era solo Emirates Team New Zealand che correva tra le boe contro un immaginario team avversario.

Ancora una volta, arrivati al traguardo, gli All Blacks hanno teso le mani al cielo per festeggiare la vittoria e, ancora una volta, chi osservava le regate è rimasto molto perplesso.

L’avversario che avrebbe dovuto incontrare ETNZ sarebbe dovuto essere il team di Artemis, che però sta ancora cercando di riparare i danni avuti nell’incidente del 9 maggio nel quale è morto Andrew Simpson. Artemis sino a fine luglio non sarà in grado di gareggiare.

Al di là del fatto che ETNZ ha corso la sua seconda regata contro se stesso, si registra la conferma del record di velocità della barca che ha raggiunto e superato i 43 nodi, il che significa che i motoscafi che seguono la regata, per quanto siano veloci, non riuscirebbero, anche volendo, a stare dietro all’AC72.

Questa sera si dovrebbe conoscere il verdetto della giuria circa la protesta presentata da Luna Rossa e da Team New Zealand. Gli scenari che si aprono sono diversi:

(1) - La giuria da ragione a Luna Rossa e ETNZ – Oracle si troverebbe a dover affrontare un grosso problema: i nuovi timoni che ha realizzato sulla base delle nuove regole sarebbero fuori stazza e i vecchi non sarebbero sufficientemente efficienti per competere con quelli degli avversari.

(2) - La giuria da ragione a Iain Murray, il Direttore di regata – ETNZ e Luna Rossa dovranno modificare i loro timoni e il peso delle loro barche. Un lavoro fatto di fretta e controvoglia che li porterebbe a correre con quella che loro considerano la loro carta vincente, gli attuali timoni.

(3) - La giuria rigetta la protesta e Luna Rossa porta la questione in tribunale. Si riaprirebbe un lungo percorso di processi, appelli, contro appelli come abbiamo già visto con Oracle contro Alinghi negli anni passati. Gli avvocati dei rispettivi team diventerebbero molto più ricchi, mentre la Coppa America si spegnerebbe nel più grande suicido sportivo mai compiuto.

Un suicidio inevitabile perché Bertelli non è uomo da abbassare la testa davanti a qualcuno che cerca di prenderlo in giro e perché la Coppa America così come è, è già morta con o senza Bertelli.