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Situazione Croazia, un'estate molto trafficata

Il drastico calo del turismo in Turchia e nell’Egeo orientale ha creato un sovraffollamento in Croazia

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Spalato (Croazia) - Come previsto da Solovelanet qualche settimana fa, buona parte del turismo nautico solitamente diretto in Turchia e nell’Egeo orientale, è confluito verso la Croazia.

Nella regione dalmata si registra un’affluenza di turisti provenienti da tutte le località europee decisamente superiore a quanto avuto negli scorsi anni.

Alcuni marina registrano problemi a ospitare tutte le barche in arrivo. Hvar, sull’omonima isola e Vela Luka sull’isola di Korcula, hanno registrato più volte il tutto esaurito. Stessa situazione nei campi boa delle isole Kornati.

Mentre l’alta affluenza sta dando problemi a porti come Zadar (Zara), una delle maggiori basi di partenza del charter in Croazia, che già soffriva di bassi standard di pulizia e organizzazione e che ora rischia la paralisi: lunghe file anche di ore per le barche che rientrano a fine charter e devono fare gasolio per la consegna, bagni decisamente poco igienici, docce con acqua fredda rendono il marina di Zadar decisamente il peggior porto croato di quest’anno. Situazione leggermente migliore a Sukosan e Biograd gli altri due grandi marina dove si trovano le basi charter per le Kornati.

Per chi ha preso una barca in charter in Croazia alcune informazioni in breve:
a) Fondali - Kornati e Dalmazia centrale sono caratterizzate da fondali molto profondi con roccia liscia e poseidonia. E’ fondamentale avere un’ancora adeguata e almeno 50/60 metri di catena. L’ancoraggio avviene molto spesso su fondali tra i 12 e i 16 metri. (Attenzione: specialmente sulle barche più vecchie le società di charter tendono a mettere 40 metri di catena, insufficienti a dormire tranquilli in rada.)

b) Campi boa - Nelle isole Kornati ci sono molti campi boa dove si può arrivare e mettere una cima al gavitello senza chiedere alcuna autorizzazione, più tardi arriverà l’addetto a chiedere il prezzo dell’ormeggio che, se pur in decisa salita, è ancora piuttosto contenuto (un 44 piedi paga in media 180 kune a notte). Non ci sono campi boa nella Dalmazia centrale.

c) Moneta - In Croazia non c’è euro e i croati non amano essere pagati con questa moneta, quindi è bene avere con se le kune (moneta locale). In particolare si devono avere kune per pagare i gavitelli dei campi boa. In molti posti (inclusi molti marina) non si può pagare con la carta di credito.

d) Venti – In Croazia si trova un vento di brezza piuttosto intenso che in alcune zone può arrivare anche a 20 nodi, ma è di 13/15 nodi da nord – nord ovest. Generalmente si alza in tarda mattinata, ha il suo apice tra le 15 e le 16 e poi gradatamente scema. A volte, l’apice si raggiunge più tardi, intorno alle 17. Di notte, in un regime di brezze, il vento gira a 180°, ma non rinforza e si tiene tra i 5 e gli 8 nodi.

e) Marina – In Croazia il principale circuito di marina privato è quello ACI costituito da 22 marine. Qui gli standard qualitativi sono di buon livello e uniformi anche se gli addetti non sono molto inclini al customer care. I marina fuori dal circuito ACI hanno caratteristiche molto diverse, si va dalle grandi realtà come Sukosan, Zara, Frapa, luoghi dove o si consegna la barca o ci si ripara in caso di cattivo tempo, a marina più caratteristici, anche se a volte meno attrezzati, come quello di Stari Grad sull’isola di Hvar. Ci sono anche dei mini marina, semplici pontili galleggianti dentro profonde baie approntati da ristoranti.

f) Croati – I croati con i turisti non sono particolarmente accolienti e socievoli, questo loro atteggiamento porta i vacanzieri ad avere pochissimi contatti umani con i locali.