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Caccia ai ladri: in Mediterraneo una banda di russi ruba barche di lusso

I ladri prediligono barche recenti, ma non seminuove, di cantieri conosciuti

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Marmaris (Turchia) – La polizia turca sta collaborando con l’Interpol per riuscire a fermare una banda di ladri di barche che, da diverso tempo, imperversa nel Mediterraneo colpendo preferibilmente in Turchia e Italia, ma che non disdegna la Grecia e la Croazia (stessa cosa stanno facendo le polizie di altri stati rivieraschi).

A oggi si stima che la banda abbia rubato 67 imbarcazioni di valore elevato. Il metodo usato è semplice e difficile da contrastare: una o due coppie di russi noleggiano una barca di lusso e si presentano regolarmente all’imbarco. Fanno cambusa come un vero gruppo di vacanzieri e partono.

Allontanatasi da costa vengono raggiunti da dei complici, gente che sa come portare una barca, sembra che tra questi ci sia un ex sottoufficiale della marina russa. I complici smontano il trasduttore che alcune barche da charter hanno a bordo per identificare la barca e il v.h.f. AIS e rimontano il tutto su di un'altra barca di pochi metri e di poco valore che abbandonano nella rada di Marmaris.

A quel punto i finti vacanzieri tornano a terra e i complici partono con la barca per una meta non conosciuta, ma probabilmente oltre oceano. (Ancora non è chiaro se traversano navigando o caricando la barca su di una portacontainer).

La società di charter ci mette un po’ per allarmarsi perché ogni volta che controlla, se lo fa, vede che la barca è nella baia di Marmaris, quindi ritiene che sia tutto regolare. Quando lancia l’allarme è ormai troppo tardi, turisti e velisti sono scomparsi e con loro la barca.

L’ultima vittima della banda dei russi è stato il Ghost3, una barca di 21 metri del valore di 1,5 milioni di euro noleggiata da una coppia russa. Patrick Frere, il direttore della società di charter turca, è convinto che la barca sia stata caricata su di una portacontainer e spedita oltre oceano. “Quando ce ne siamo accorti, secondo me, era già oltre le colonne d’Ercole”.

In Italia sembra che il numero di furti attribuibili alla banda dei russi sia di 24 imbarcazioni dai 50 piedi in su (15 barche sono scomparse in Grecia e 6 in Croazia).

I russi prediligono barche recenti, ma non seminuove, di cantieri conosciuti, barche che cambiando numeri di matricola e con licenze nuove sono difficilmente rintracciabili, tuttavia, sembra che compiano furti anche su ordinazione.

L’Interpol suppone che il mercato finale sia il Sud America e che le barche siano rubate dopo essere state vendute. In pratica, un sensale vende la barca e poi la ordina ai ladri che provvedono a consegnarla entro due o tre mesi. Sempre l’Interpol suppone che le barche passino per il Libano prima di intraprendere il viaggio oltre oceano.

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