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Skipper tedesco ruba catamarano in Croazia, lo catturano alle Antille

Un noto skipper tedesco decide di cambiare vita e ruba un Saba 50 di poche settimane

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Spalato (Croazia) – Uno skipper tedesco noto nel mondo del charter, dopo anni di onesta attività portando a spasso i turisti sulle barche delle società di charter, ha deciso di cambiare vita e, non avendo una barca con cui farlo, ha pensato di rubarne una.

Il sistema usato è quello classico, ha noleggiato la barca che gli interessava per un paio di settimane, il tempo per uscire dal Mediterraneo e portarsi in oceano dove pensava che non lo avrebbero mai preso. La barca era un catamarano di 50 piedi di poche settimane di vita, il "Martintin", un Saba 50 della Fountaine Pajot.

L’esperta società di charter non vedendo rientrare la barca al termine del contratto di noleggio ha subìto lanciato l’allarme. La polizia croata, molto efficiente, ha avvertito l’Interpol che ha diramato un’allerta a tutte le polizie costiere.

Nei giorni a seguire una motovedetta francese che faceva servizio nella baia di Marigot alle Antille francesi, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, ha notato che il multiscafo Papillon, un Saba 50 battente bandiera tedesca, si apprestava ad entrare nella baia. Sembrava essere appena arrivato da una traversata e così le autorità lo hanno fermato per controllare. Da prima tutto sembrava in ordine, i documenti erano regolarmente rilasciati dalle autorità tedesche, ma poi, gli agenti hanno voluto ispezionare il motore e hanno notato che il numero di matricola di questo non corrispondeva con quello riportato sui documenti, li sono scattate le manette.

Quando è stato arrestato lo skipper ha dichiarato che il suo piano era passare l’inverno alle Antille e quindi andare in Polinesia dove avrebbe fatto charter con la sua nuova barca, aveva pianificato il furto per mesi, mai avrebbe pensato di essere preso per il numero di matricola del motore.

Il problema dei furti di barche comincia a diventare serio. Le autorità non trovano modo di eliminarlo o, quanto meno, di ridurre il numero di barche rubate. In Germania, come in Italia, si arriva a registrare circa 300 unità l’anno, ma in paesi come la Svezia, dove il diporto è molto più diffuso, si arriva anche a 2.000 unità rubate l’anno.

I furti avvengono nei marina dove i ladri notano che non c’è controllo in uscita. Solitamente le barche sono portate via nei giorni d’estate, nell’ora di punta, quando la torre di controllo non riesce a monitorare tutte le entrate e le uscite. Un altro sistema classico è quello usato dallo skipper tedesco, si noleggia la barca e non la si riporta indietro.

Se in un primo momento il fenomeno riguardava solo barche a vela di medie dimensioni, ora si sta estendendo anche a barche a motore (12-13 metri noleggiate senza equipaggio) che hanno un valore più elevato.

Diffuso anche il furto in barca, ovvero, il furto delle attrezzature che si trovano all’interno della barca, in particolare tutto ciò che non è registrato.