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sabato 28 novembre 2020

In mare un solo Corpo dello Stato, la Guardia Costiera

Ucina si fa promotore di una legge perché la Guardia Costiera sia l’unico Corpo di Stato a poter operare in mare

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L’UCINA ha diffuso ieri una nota nella quale dichiara tramite il suo presidente, Massimo Perotti, di sostenere la legge per la riunificazione dei Corpi dello Stato che operano in mare. Se la legge da prima approdasse in parlamento e poi fosse da questo varata, in mare rimarrebbe solo un Corpo dello Stato, come accade nella maggior parte dei paesi occidentali, la Guardia Costiera, o al massimo due, con la Guardia di Finanza che però opererebbe solo in connessione alla prevenzione e repressione di reati fiscali.

Sono circa vent’anni che di tanto in tanto riemerge il tentativo di razionalizzare la presenza dei Corpi dello Stato in mare, ma una legge del genere significherebbe eliminare i reparti nautici, ovvero finanziamenti, ai diversi Corpi come Carabinieri, Guardia di Finanza, Forestale e anche la Polizia Penitenziaria e per questo da sempre c’è un muro di opposizione.

Un'unica Guardia Costiera significherebbe maggiori finanziamenti per questa, ma un grande risparmio per lo Stato che non dovrebbe più mantenere le decine di reparti nautici degli altri corpi.

Se ne avvantaggerebbe anche la macchina dei soccorsi in mare, per la quale oggi, fondi e uomini sono dispersi tra le varie strutture.

Una legge del genere dovrebbe includere una rivisitazione completa del Corpo della Guardia Costiera che così com’è concepito oggi, non sarebbe in grado di assolvere ai nuovi compiti.