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Come è profondo il mare, un libro che lascia pensare

E’ uscito in libreria il libro di Nicolò Carmineo sull’inquinamento del mare e i suoi effetti sulla nostra vita quotidiana

NSS
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Roma - ‘’Una mattina, all’alba, in mezzo ai bianchi cumuli di spazzatura, in un’acqua cupa e stagnante, il capitano ha visto galleggiare una decina di tartarughe, alcune in fin di vita, altre già a pancia in su. Erano morte strozzate, o di fame, dopo una lunghissima agonia provocata dal blocco del tratto digestivo. Avevano scambiato i sacchetti di plastica per meduse’’ è una delle tante immagini vere che si trovano in “Come è profondo il mare” il libro di Nicolò Carmineo, uscito in questi giorni in libreria, dove si racconta, con il linguaggio del romanzo, la lenta morte del mare oceano e dei mari più piccoli, compreso il nostro Mediterraneo, dove i delfini muoiono con lo sfiatatoio ostruito dalle buste di plastica.

Il libro vuole essere un momento di riflessione, l’occasione per prendere coscienza di un problema che esiste e, con il quale, prima o poi dovremo fare i conti, l’inquinamento solido dei mari.

In oceano ci sono delle zone ampie diverse decine di chilometri quadrati che sono distese enormi di rifiuti plastici che le correnti hanno concentrato in quel punto. Delle isole in mezzo al mare. Isole mortali dove ogni forma di vita che si avvicina, ignara della natura dell’isola, è destinata a perire di una morte lenta e atroce.

Nicolò Carmineo insegna Diritto della navigazione e dei trasporti all’Università di Bari. Dopo un viaggio in Nigeria e Malesia ha scritto “Nei mari dei pirati” (Longanesi). Ha anche pubblicato il libro “Montenegro, viaggio senza tempo” (Giorgio Mondadori). Collabora con “Limes”, “La Stampa”, “il Fatto Quotidiano”, “La Gazzetta del Mezzogiorno” e la trasmissione LINEA BLU (Rai1).

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