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Massimo D’Alema e il mistero dell’Ikarus

Massimo d’Alema è stato avvistato in Sardegna a bordo di una barca che ha suscitato più di un sospetto

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La Maddalena- Il quotidiano sardo La Nuova Sardegna ha riportato che Massimo D’Alema, ex presidente del consiglio, è stato visto alla Maddalena al timone di uno Starkel 60 di nome Giulia G come la figlia di D’Alema e batte bandiera inglese.

Il Giornale, che ha seguito la notizia come la Nuova Sardegna, incuriosito dal fatto che la barca sulla quale è stato visto D’Alema fosse molto simile all’Ikarus, lo Starkel 60 che l’ex primo ministro si fece costruire dal cantiere di Fiumicino Stella Polare nei primi anni del nuovo millennio, ha contattato la fondazione Italianieuropei fondata e presieduta da Massimo D’Alema, chiedendo a loro delucidazioni sulla barca.

Questi hanno assicurato che la barca, che confermano essere uno Starkel 60 costruito nei primi anni del nuovo millennio nel cantiere di Fiumicino Stella Polare, non ha nulla a che vedere con l’Ikarus e il fatto che si chiami come la figlia di D’Alema è una pura coincidenza. La barca è stata noleggiata da D’Alema insieme ad altri amici, asserisce il responsabile stampa della fondazione.

Certo alla fondazione e al suo presidente essere associato a una barca che batte bandiere inglese non deve far piacere, si sa, spesso quella bandiera indica una manovra per pagare meno tasse, ed evoca casi come quello di Briatore con il Force One.

E’ lungi da noi mettere in dubbio l’integrità della fondazione Italianieuropei e quella dello stesso D’Alema, ma non possiamo non comprendere anche le perplessità dei nostri colleghi, il fatto che il cantiere Stella Polare di Fiumicino, sia troppo piccolo per costruire due barche disegnate da Starkel allo stesso tempo e che quella sulla quale è stato visto il politico sia stranamente molto simile all’Ikarus, quando, in effetti, essendo costruita su ordinazione dovrebbe essere un pezzo unico e quindi distinguersi decisamente da qualsiasi altra barca, spiega il perché dei dubbi dei colleghi del Giornale e, in parte della Nuova Sardegna.