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Fano e Porto San Giorgio prigionieri della sabbia e della politica

I due porti marchigiani sono ormai inutilizzabili, le barche con un minimo di pescaggio sono intrappolate

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Fano - Un porto per essere tale ha bisogno di rispondere a una caratteristica fondamentale, deve poter far entrare e uscire le barche. Il porto di Fano e quello di San Giorgio, non rispondono più a questa condizione, tanto che a Fano il circolo velico G.Viviani ha dovuto annullare la regata del 25 aprile e tutti gli eventi velici del 2015 perché le barche che avrebbero dovuto partecipare non potevano uscire dal porto.

I sindaci dei due comuni si affannano a spiegare che la cosa non dipende da loro, la regione Marche ha stanziato due milioni di euro che non sarebbero sufficienti per il solo porto di Fano e, invece, saranno divisi tra i diversi porti che hanno lo stesso problema. In parte i sindaci hanno ragione, ma è anche vero che sono loro che dovrebbero risolvere le emergenze e quella del porto inagibile lo è.

Le opposizioni dei due comuni, invece di pensare a collaborare per risolvere un problema che per alcuni (i pescatori) inizia a prendere contorni drammatici, si affannano in inutili polemiche.

Tutto procede normalmente, la politica fa la politica e i cittadini pagano l’incapacità di chi governa.

I soldi arrivati per il dragaggio (a Porto San Giorgio sono arrivati 215.000 euro) non sono sufficienti a risolvere il problema e il rischio che la faccenda s’impantani nel solito gioco dello scarico delle responsabilità è forte. Specialmente a Fano il prolungarsi della situazione avrebbe conseguenze molto gravi sull’economia cittadina.

Nel frattempo i proprietari delle imbarcazioni cercano di portare via i loro mezzi come possono per andare a ormeggiare altrove.