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Te Reutai, il nuovo AC 75 di Team New Zealand

La Coppa America è sempre più vicina e Team New Zealand svela la nuova barca, si chiama “Te Reutai”, e somiglia ad American Magic.

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Emirates Team New Zealand scopre le carte e svela il suo nuovo AC 75, Te Reutai, la barca con cui probabilmente, essendo un’evoluzione della prima, andrà a difendere la Coppa America nel marzo 2021.

Così come già visto con American Magic e Ineos Team UK, i kiwi cambiano molto rispetto al loro primo AC 75, al contrario di quanto fatto da Luna Rossa le cui due barche sono abbastanza omogenee tra loro, almeno come idea generale di design.

A prima vista una cosa appare chiara: Team New Zealand ha fatto scelte progettuali che ricordano quelle di American Magic. Possiamo sostenere a questo punto che questi due sono gli AC75 più simili tra loro.

Decisamente più estremo quello neozelandese, che sembra praticamente ricordare, ovviamente con le dovute proporzioni e differenze, lo scafo di uno skiff.

La barca sembra studiata per diminuire al massimo la superficie bagnata ogni qual volta che la carena toccherà l’acqua. Per fare questo il design team kiwi ha progettato uno “skeg” piuttosto importante al centro della carena, sarà solo questo elemento la parte immersa quando la barca scenderà dai foil.

Sopra lo skeg partono dei volumi scavati che si allargano fino a culminare nella coperta. Sembra chiara la ricerca di un equilibrio che cerchi di conciliare efficienza idrodinamica, soprattutto quando la barca non sarà sui foil, con quella aerodinamica.

Se i kiwi hanno fatto una scelta vincente lo sapremo tra qualche mese, intanto restano ovviamente gli osservati speciali, essendo loro i defender e quindi implicitamente i favoriti per la vittoria finale dato che corrono in casa.

Adesso che tutti e quattro i nuovi AC 75 sono stati varati possiamo dire che nessuna di queste barche, pur con delle somiglianze in alcun caso come abbiamo sottolineato a proposito di americani e neozelandesi, è uguale a un’altra.

La regola di classe, totalmente inesplorata, ha fatto percorrere ai progettisti strade diverse, in alcuni casi radicalmente differenti come per le due barche degli inglesi.

Chi avrà ragione? Saranno più performanti le forme magre e ultra aerodinamiche di Luna Rossa? O gli skeg potenti di Ineos e Team New Zealand? Gli americani, essendo quelli che hanno la barca più simile al defender, sono adesso lo sfidante più pericoloso? I misteri stanno per finire e presto avremo risposte a tutte queste domande.