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Il Finn non è più classe olimpica

La World Sailing sostituisce i Finn con una barca a chiglia con equipaggio di due persone

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Sarasota (USA) – Nell’ultima conferenza del World Sailing tenutasi a Sarasota in Florida, si è presa una decisione che sta creando una vera e propria tempesta nel mondo della vela olimpica, mettere il Finn fuori dai giochi olimpici per far spazio a una barca d’altura.

Il Finn è un dinghy con equipaggio singolo, classe olimpica dal 1952. Su questa barca si sono formati i migliori velisti del mondo compreso Ben Ainslie.
La World Sailing ha deciso invece, come aveva già fatto per gli Star, che il Finn finirà qui la sua carriera olimpica.

Al posto della deriva più conosciuta al mondo arriverà un 10 metri a chiglia con il quale disputare una regata d’altura di 48 ore con equipaggio di due persone misto.

L’idea, lanciata come una bomba a mano in un ambiente di derivisti dove le barche d’altura sono viste come fumo agli occhi, ha suscitato un mare di proteste.

In effetti, se ben studiata, una regata d’altura potrebbe portare verso la vela olimpica quella parte di velisti che si sono sempre interessati della vela con i cerchi in modo marginale proprio perché l’hanno sempre sentita lontana, riservata a chi faceva deriva. Parliamo dei milioni di diportisti e regatanti su barche d’altura che ci sono nel mondo, moltissimi dei quali si sentono lontani dalle derive classiche e anche alle nuove discipline come il Kitesurf.

Al momento non è ancora stata resa nota quale sarà la barca che sarà utilizzata per questa nuova classe d’altura, grandi e piccoli cantieri si stanno dando battaglia per riuscire a piazzare la propria imbarcazione. Per un cantiere avere un proprio modello riconosciuto come classe olimpica sarebbe importante, in termini di visibilità, irraggiungibile in altro modo.

Tra tutti sembra che la favorita sia il Figaro 3 della Beneteau. Sono almeno due anni che la Beneteau, attraverso il suo direttore generale Gianguido Girotti, sta sponsorizzando la sua barca con offerte alle quali sarà difficile per la World Sailing dire di no.