Il 19 maggio del 1959 nasce Paul Pierre Cayard. Auguri Paul!
Era l’estate del 1992 quando gli italiani avevano le borse sotto gli occhi per aver seguito, durante la notte, le gesta del Moro di Venezia nelle finali della Louis Vuitton Cup a San Diego. Nei bar il calcio aveva lasciato posto alla vela e tutti, compreso chi una barca a vela non l’aveva mai vista dal vivo, erano diventati esperti velisti.
Si discuteva di bolina, di virate, di spinnaker. Il pubblico si entusiasmava a vedere Fantini che saliva sull’albero del Moro camminando sulle vele, applaudiva alla forza bruta dei grinder, pendeva dalle labbra di Tommaso Chieffi che determinava la tattica, ma l’eroe, l’idolo di tutti era lui, il baffo americano che timonava con la testa china sottovento, lo skipper che, regata dopo regata, stava portando l’Italia sugli scalini più alti dell’olimpo della vela mondiale,
Paul Cayard. L’uomo che per primo, all’ombra del tricolore ha rotto l’egemonia degli anglofoni nella Coppa America.