4 luglio 1961, un giorno letale per 8 degli uomini dell’equipaggio del sottomarino nucleare sovietico K-19 con missili nucleari balistici, che, volti alla riparazione di un’avaria al circuito di raffreddamento del reattore nucleare, per evitare una catastrofe nucleare, si esposero a dosi radioattive letali.
Quegli uomini durante le operazioni di riparazione, convinti che con le tute di bordo non avrebbero corso rischi di contaminazione, non sapevano che quelle tute erano adatte per la protezione da agenti chimici ma non erano antiradiazioni. Morirono tutti di avvelenamento da radiazioni in poche settimane. Altri 20 uomini dell’equipaggio perirono entro pochi anni dall’incidente.
Nessuna medaglia per l’equipaggio, nessuna parola sull’incidente, parole d’ordine: silenzio e segretezza. Solo 28 anni dopo con la caduta del muro di Berlino venne reso pubblico il disastro avvenuto sul K-19.
Nel 2002 Kathryn Bigelow, ispirandosi all’incidente del K-19, diresse il film indipendente K-19: The Widowmaker con protagonisti Harrison Ford e Liam Neeson. Costato 100 milioni di dollari, il film incassò solo 35 milioni negli USA e 30 milioni e mezzo nel resto del mondo. In assenza di finanziamenti di una major (un ruolo predominante nell'investimento fu svolto dalla National Geographic), resta a tutt'oggi uno dei più costosi film indipendenti.