domenica 21 luglio 2024
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Quando il carrello del fiocco è una manovra tridimensionale

Quando il carrello del fiocco è una manovra tridimensionale

La versione evoluta del carrello del fiocco prevede che sulla scotta lavori un doppio barber, con movimento orizzontale e verticale

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La versione evoluta del carrello del fiocco prevede che sulla scotta lavori un doppio barber, con movimento orizzontale e verticale

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Il carrello del fiocco è un accessorio che sulle barche da crociera a volte viene addirittura sostituito dal punto fisso, ma in realtà si tratta di una manovra molto utile per modellare la forma della vela di prua. Nelle barche da regata, o da crociera sportiva, moderne, tende a sparire la rotaia del fiocco che viene sostituito da un sistema di doppio barber che lavora sulla scotta, ovvero quella che potremmo definire come una regolazione tridimensionale. Come funziona nello specifico? Il sistema può sembrare complesso ma in realtà non è di difficile gestione. Sulla classica scotta del fiocco viene passato un anello, su questo insisteranno un barber che lavorerà in orizzontale e uno che lo farà in verticale. Entrambi dovranno essere moltiplicati in modo adeguato perché i carichi sulla scotta sono piuttosto alti e la manovra altrimenti risulterebbe troppo dura anche da un winch. La scotta del fiocco, azionando i barber, si muoverà orizzontalmente verso la zona centrale della barca o verso l’esterno, e anche in verticale rimanendo più o meno alta sulla coperta. In pratica il movimento verticale equivale al movimento prua-poppa di un classico carrello, quindi serve a chiudere o ad aprire la balumina del fiocco. Il movimento orizzontale serve a cambiare l’angolo di incidenza della vela rispetto al vento. Più navigheremo di bolina stretta più chiameremo verso l’interno la scotta, andando a ridurre il canale tra la randa e la vela di prua. Quando il vento inizia a essere fresco, sopra i 15 nodi, gradualmente il barber orizzontale va riaperto per depotenziare la vela e fare sbandare di meno la barca. Se navighiamo invece di bolina larga o al traverso, lascheremo la scotta e il barber orizzontale, e chiuderemo quasi al massimo quello verticale. Avremo una vela ben aperta come tensione di scotta, ma con la balumina chiusa per evitare che la parte alta perda potenza. Il tutto può essere realizzato anche con due distinti anelli sulla scotta, scelta consigliabile per avere maggiore precisione e movimenti meno vincolati. In pratica è un gioco continuo tra la tensione di scotta e quella delle due manovre. Rispetto a un carrello classico, avendo un movimento in più, la manovra sarà estremamente più precisa nel modellare la forma ideale della vela in base all’andatura e all’intensità del vento.

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